Medio Oriente, il piano italiano per Gaza: aiuti, missioni e un piano per la ricostruzione

Roma rafforza l’impegno Onu e coordina nuovi aiuti umanitari

I paletti li ha fissati, a margine del summit in Egitto sulla pace, la premier Giorgia Meloni: in caso di una maggiore presenza militare sul campo in Medio Oriente, l’Italia coinvolgerà il Parlamento. È in corso un dialogo con l’opposizione, con il vicepremier Antonio Tajani che è tornato ad auspicare – come ha già fatto il presidente del Consiglio – un ampio accordo tra le forze politiche. L’obiettivo è quello di arrivare a una missione sotto l’egida dell’Onu per concorrere alla stabilizzazione dell’area, con la possibilità di rafforzare la missione a Rafah e di monitorare il cessate il fuoco, lavorando ad alcune operazioni come quella per lo sminamento della Striscia.

«Se ci sarà richiesta una presenza militare – ha detto il responsabile della Farnesina – siamo pronti a farlo. Ovviamente, se ci sarà richiesta una presenza più consistente, in aggiunta alla presenza dei Carabinieri che sono già a Rafah e a quelli che partecipano alla missione di formazione della polizia dell’Anp, è ovvio che dovrà esserci un voto del Parlamento».

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Ma la situazione sul campo resta complessa. Al vertice tenutosi a Palazzo Chigi – presieduto dal vicepremier Antonio Tajani, con la presenza dei responsabili di Esteri, Difesa, Università, Agricoltura, Affari regionali e Disabilità, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e della Protezione Civile – c’erano anche i vertici dell’intelligence, oltre all’inviato speciale della Farnesina per Gaza, l’ex consigliere diplomatico di Silvio Berlusconi, l’ambasciatore Bruno Archi.

«Food for Gaza» e sostegno sanitario

Si punta intanto a un piano massiccio di aiuti alimentari, con il rafforzamento dell’operazione «Food for Gaza» – 100 tonnellate in totale, «raccolte grazie al contributo delle principali realtà del Sistema Italia», spiegano dal ministero degli Esteri – e a un «soccorso» sanitario per accogliere in Italia bambini malati che devono ricevere cure specialistiche e offrire assistenza nella regione.

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«Una prima missione tecnica della Farnesina sarà a Gerusalemme, Ramallah e poi in Giordania nei primi giorni della prossima settimana, per contatti con le autorità locali e con le Agenzie delle Nazioni Unite in loco», spiegano dalla Farnesina.

Sarà coinvolta anche la Protezione Civile, che sta valutando l’invio di moduli prefabbricati per ospedali, scuole e abitazioni temporanee, e ha messo a disposizione un ospedale da campo. Si punta sulla formazione – «per sostenere una pubblica amministrazione moderna ed efficiente, capace di gestire la ricostruzione e i servizi essenziali» – e sull’istruzione: il progetto è quello della costruzione di un ateneo a Gaza e di corsi a distanza.

Palazzo Chigi: «Un piano sinergico tra istituzioni e privati»

«È stato altresì sottolineato l’intento di proseguire con la cooperazione allo sviluppo, coinvolgendo anche il settore privato» – ha sottolineato Palazzo Chigi – «ci sarà un piano organico e sinergico tra tutte le istituzioni e i soggetti coinvolti».

Oggi il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha co-presieduto, insieme al re di Giordania Abdullah II, la riunione del Processo di Aqaba sul contrasto al terrorismo e all’estremismo violento in Africa occidentale. Alla riunione hanno partecipato oltre trenta delegazioni. La premier si è confrontata con gli interlocutori – ha sottolineato una nota del governo – sul nuovo paradigma nelle relazioni con l’Africa attraverso il Piano Mattei, con l’obiettivo di affrontare le cause profonde dell’instabilità e del terrorismo attraverso investimenti sul capitale umano e su uno sviluppo sostenibile».

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