Morto dopo il Tso, il tribunale propone all’Asl Napoli 1 il risarcimento alla famiglia

Il 25enne venne trovato senza vita e legato al lettino

Una «carenza assistenziale» avrebbe ridotto almeno del 20% le chance di vita di Alfredo Fico, il giovane di 25 anni deceduto nell’aprile 2019, nell’ospedale del Mare di Napoli, dopo essere stato sedato e legato al letto. È la conclusione a cui è giunto il tribunale civile di Napoli che ora propone all’Asl Napoli 1 un risarcimento alla famiglia della vittima, rappresentata dall’avvocato Amedeo Di Pietro.

Si tratta di un precedente analogo a quello denunciato ieri dalla famiglia di una 39enne napoletana, anche questa difesa dall’avvocato Amedeo Di Pietro, deceduta lo scorso 12 settembre nello stesso ospedale partenopeo, anche lei dopo essere stata sedata e legata a un lettino nel pronto soccorso. Per quanto riguarda il decesso di Fico i consulenti del giudice sono giunti alla conclusione che «il comportamento assunto dai sanitari dell’Ospedale del Mare e degli altri ospedali non sia stato negligente, imprudente e imperito nell’assistere alla fase critica vissuta dal Fico.

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Tuttavia, nella fase postcritica, dato il quadro clinico preesistente, vi è stato un mancato monitoraggio pedissequo all’ECG (elettrocardiogramma) per lo studio del QT (che misura il tempo necessario ai ventricoli del cuore per contrarsi e poi tornare allo stato di riposo) lungo». E questo avrebbe determinato un sensibile calo delle chance di sopravvivenza del 25enne «di almeno il 20% nel senso di un migliore risultato atteso».

Secondo l’avvocato Di Pietro, il trattamento sanitario obbligatorio, che prevede la sedazione e anche contenzione, sarebbe stato praticato alla vittima senza che ci fossero le necessarie autorizzazioni. In ospedale Alfredo Fico era giunto diversi giorni prima del decesso, a causa di una crisi pantoclastica: in sostanza perché in preda a un irrefrenabile impulso di distruggere tutto quello che gli stava attorno. Crisi che si sono ripetute più volte, costringendo i medici a somministragli farmaci e poi una terapia. La mattina del 9 aprile 2019, però, il 25enne, durante la ricognizione mattutina, venne trovato morto, legato al lettino.

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