Strage in famiglia a Paupisi, Elisa e Cosimo colpiti con una pietra di 12 chili

Le autopsie confermano: un solo colpo violento alla testa per entrambi

Sono stati uccisi con una pietra di dodici chili. Secondo le autopsie, Salvatore Ocone avrebbe colpito a morte la moglie Elisa Polcino, 49 anni, e il figlio Cosimo, 15, nella loro abitazione di Paupisi, nel Beneventano con il masso raccolto dal giardino di casa.

Le perizie medico-legali, confermano una scena di violenza estrema e una dinamica tanto rapida quanto brutale. Le analisi, scrive Michela Della Rocca sul «Corriere del Mezzogiorno», disposte dal pm Chiara Maria Marcaccio della Procura di Benevento e affidate al medico legale Francesco La Sala, confermano quanto già emerso dai primi rilievi: entrambe le vittime sono morte per un unico colpo violento alla testa, inferto con grande forza.

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Elisa Polcino è stata uccisa nel sonno, colpita con un masso del peso di circa dodici chili prelevato dal giardino di casa. Il sasso, recuperato sul luogo della strage e posto sotto sequestro dai carabinieri, presenta tracce compatibili con le ferite riscontrate sul capo della vittima. L’autopsia, eseguita da La Sala insieme all’anatomopatologo Pasquale Goglia e alla tossicologa Raffaella Petrella, ha permesso di accertare che l’omicida ha sollevato la pietra con entrambe le mani e schiacciandolo sul capo della donna mentre dormiva, provocandole la morte sul colpo.

Tutti i periti avevano ricevuto martedì l’incarico per l’autopsia dal sostituto procuratore Marcaccio, che coordina le indagini insieme al procuratore Gianfranco Scarfò. Il masso, imballato, è stato portato dai carabinieri della Compagnia di Benevento presso l’Istituto di Medicina Legale dell’ospedale “San Pio” per consentire ai tecnici di confrontarlo con la ferita sul lato sinistro del capo della vittima.

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L’autopsia di Cosimo

Anche per il figlio Cosimo l’autopsia, eseguita dopo il trasferimento del corpo dal Cardarelli di Campobasso al “San Pio” di Benevento, ha rivelato lesioni craniche simili a quelle della madre. Secondo i periti, la morte del ragazzo sarebbe stata quasi immediata. A differenza della madre e della sorella, Cosimo non dormiva: sarebbe stato sorpreso e aggredito nel soggiorno, probabilmente dopo essersi accorto di quanto stava accadendo. Secondo la ricostruzione, era già privo di vita quando il padre lo ha caricato in auto insieme alla sorella Antonia, in fin di vita, per iniziare una fuga senza meta.

La corsa di Ocone si è interrotta in un uliveto vicino a Campobasso, a circa settanta chilometri da Paupisi, dove aveva lasciato l’auto dopo aver abbandonato in casa, sul letto, il corpo della moglie. Durante l’autopsia del ragazzo era presente il medico legale Lamberto Pianese per conto del figlio dell’indagato, Mario, assistito dall’avvocato Nicodemo Gentile.

Le condizioni di Antonia

Restano gravi ma stabili le condizioni di Antonia, 17 anni, l’unica superstite della strage insieme al fratello maggiore Mario, trasferitosi da tempo a Rimini per lavoro. La ragazza è ricoverata al Neuromed di Pozzilli, dove i medici hanno sospeso il coma farmacologico. Secondo quanto trapelato, anche lei sarebbe stata colpita nel sonno, riportando un trauma cranico severo. La prognosi resta riservata, ma i sanitari parlano di un lento e cauto miglioramento.

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