Regione Campania, Muscarà e Ronghi: Saldi di fine legislatura. Fare luce su operazioni ‘poco trasparenti’

Gli esponenti politici: «Continua l’arrembaggio del centrosinistra»

Nel Consiglio regionale della Campania, a fine legislatura, potrebbero essere messe in atto operazioni poco trasparenti ed illegittime. A sostenerlo, in una conferenza stampa la consigliera Maria Muscarà e il presidente di Sud Protagonista Salvatore Ronghi. Sotto accusa, la possibile stabilizzazione dei comandati delle segreterie politiche e l’attribuzione di indennità da dirigente anche ai senza titoli. Argomenti sui quali saranno presentati un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, alla Procura della Corte dei Conti per la Regione Campania e all’Autorità Nazionale Anticorruzione.

L’emendamento “fantasma” del 30 luglio

«Nella seduta del Consiglio regionale del 30 luglio scorso è apparso improvvisamente un emendamento ‘fantasma’ all’art. 8 del disegno di legge sull’assestamento di bilancio, del quale il Presidente Oliviero ha dato lettura, definendolo ‘tecnico’ e senza specificare da chi fosse firmato, che prevedeva l’attribuzione ai responsabili delle strutture di diretta collaborazione e ai coordinatori dei gruppi consiliari di un’indennità omnicomprensiva parametrata a quella prevista per i dirigenti di servizio di prima fascia del Consiglio regionale, con ciò reiterando il motivo dei rilievi già sollevati dalla Corte dei Conti nei confronti del Consiglio» – ha spiegato la consigliera Muscarà – per la quale «l’approvazione di questo emendamento viola l’art. 105 del Regolamento del Consiglio regionale in quanto esso non era emendamento tecnico, in quanto non verteva su aspetti formali del testo, e non è stato presentato almeno 24 ore prima della seduta consiliare” Per questo ha scritto al Presidente del Consiglio Gennaro Oliviero “affinchè proceda all’annullamento dell’emendamento».

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Indennità senza laurea e verifica danni erariali

«L’attribuzione di tale indennità forfettaria parametrata a quella dei dirigenti è stata prevista anche nell’ambito del Regolamento per l’organizzazione delle strutture di diretta collaborazione a supporto degli organi politici, approvato il 30 luglio scorso, il quale prevede, inoltre, che il ruolo di responsabile possa essere ricoperto anche da chi non è laureato ma ha solo svolto per cinque anni tale ruolo, così consentendo anche a chi non possiede il titolo di studio di percepire tale emolumento. Ritengo – ha detto Muscarà- che anche queste norme del Regolamento debbano essere oggetto di una verifica da parte della Corte dei Conti per verificare eventuali profili di danno erariale».

I dubbi sulla mobilità volontaria esterna

«Un altro provvedimento che ha fatto sorgere molti dubbi – ha proseguito Muscarà – è quello della ‘mobilità volontaria esterna’, con la pubblicazione, il 18 agosto scorso, di 13 Avvisi di mobilità rivolti a funzionari ed istruttori di tutte le Pubbliche amministrazioni per il trasferimento volontario nel ruolo del Consiglio. Avvisi che richiamano l’applicazione del Disciplinare per la Mobilità, approvato dall’Ufficio di Presidenza, che attribuisce il doppio del punteggio a coloro che hanno prestato servizio in Consiglio regionale con la conseguenza che la mobilità potrebbe riguardare personale comandato negli uffici di diretta collaborazione a supporto degli organi politici e, quindi, favorire, coloro che sono stati o sono comandati in Consiglio regionale sulla base del rapporto politico-fiduciario. Tali stabilizzazioni potrebbero non solo violare il principio di imparzialità dell’azione amministrativa ma anche i tetti di spesa fissati dalla Corte dei Conti».

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Per il Presidente di Sud Protagonista, Salvatore Ronghi: «Il diritto amministrativo sembra sia stato cambiato nel Consiglio regionale della Campania del 30 luglio con una norma che prevede che la sola attività politica svolta per almeno cinque anni possa essere considerata al pari della laurea. Tutto questo è intollerabile. Questo potrebbe anche nascondere una volontà di De Luca e del centrosinistra di sistemare gli ultimi ‘amici’ qui all’ interno del Palazzo con questi meccanismi. E questo, a fine legislatura, è esagerato».

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