Edmondo Cirielli: «Querelerò Vincenzo De Luca, offesa gratuita e accusa infamante»

Il viceministro zittisce il governatore

Il viceministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Edmondo Cirielli, querelerà il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che da alcuni giorni critica duramente la moglie dell’esponente di governo, Maria Rosaria Campitiello, capo Dipartimento alla Prevenzione del ministero della Salute, definita tra l’altro «inadeguata e impreparata per un ruolo così importante» e «assunta per ragioni di clientelismo politico, per via di parentele». «Querelerò De Luca», scrive Cirielli su Facebook.

«Non ho mai usato, né intendo usare, la vita privata del Presidente De Luca come argomento di scontro politico. Eppure sarebbe fin troppo facile farlo. La sua ex moglie, la compagna e altre, i figli sono da anni ben collocati nella cosa pubblica, in ruoli di assoluto rilievo. Ma non è il mio stile. Io non sono come De Luca. Io non colpisco gli affetti degli altri per ragioni politiche né giudico le persone per le loro relazioni familiari o umane. Proprio per questo considero intollerabile l’attacco che De Luca ha rivolto alla mia consorte, la dottoressa Maria Rosaria Campitiello: non solo un’offesa gratuita, ma anche un’accusa infamante, con la quale ha insinuato che la sua nomina sia avvenuta in modo irregolare grazie a un mio intervento. Una menzogna gravissima».

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Tutto secondo le procedure previste dalla legge

«La verità – prosegue Cirielli – è un’altra, chiara e trasparente: la dottoressa Campitiello è stata nominata Capo Dipartimento della Prevenzione su proposta del Ministro della Salute, approvata dal Consiglio dei Ministri e ratificata dalla Presidenza della Repubblica. Il tutto secondo le procedure previste dalla legge e secondo un profilo curriculare idoneo alla nomina fiduciaria. Va ricordato che la dottoressa Campitiello è il primo medico a ricoprire quell’incarico, storicamente affidato a dirigenti amministrativi che, per quanto bravi, certo meno performanti appunto di un laureato in medicina».

«Contestarne la competenza professionale è assurdo, pretestuoso e soprattutto diffamatorio e illegale. Per questo ho dato mandato ai miei legali di procedere con una querela. Non risponderò con gli stessi strumenti meschini. Difendo le istituzioni, il merito e la verità. Chi invece calunnia per coprire i propri fallimenti, come il disastro della sanità campana, dovrà farlo davanti alla magistratura».

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