Napoli, il lungomare dei miracoli (a metà): lusso da un lato, voragini dall’altro

Disabili, cittadini e turisti tra marciapiedi rotti e ostacoli

A Napoli una passeggiata sul lungomare può trasformarsi in un incubo. Lì, dove sono in corso i lavori di riqualificazione dell’area per la realizzazione del tram del mare e sono state investite ingenti somme, nessuno si occupa e si preoccupa dei marciapiedi. Nonostante il 3 febbraio siano partiti i lavori, che dovrebbero essere conclusi entro il 2 gennaio 2026, per il progetto di restyling di via Partenope e via Nazario Sauro, dal lato dei chioschi, dove ormai tutto è abbandonato, non c’è traccia di possibili interventi.

Il progetto di restyling che coinvolge via Partenope e Nazario Sauro prevede un ampliamento dei marciapiedi dal lato dei ristoranti e degli hotel e allargamento della pista ciclabile. Al centro resterà la doppia corsia delle auto. Sarebbero previsti anche arredi urbani di qualità. Il quadro economico totale è di 13,2 milioni di euro. Altri 300.000 euro saranno in seguito destinati ad ulteriori tecnologie.

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Via Caracciolo dimenticata: tra buche e barriere

Insomma, nell’attesa che tutto questo venga realizzato da un lato del lungomare, dall’altro, in via Caracciolo, lato Mergellina, dove si trovano lo chalet Ciro e il celebre Bar Napoli, la situazione non appare florida e non si sa se mai lo sarà. Tra voragini ogni pochi metri, sanpietrini sollevati, asfalto dismesso, è una gincana, uno slalom tra gli ostacoli che può infastidire le coppie che vogliono godersi il panorama, ma possono perfino rendere impossibile il passaggio ai carrozzini e ai disabili che si muovono in sedia a rotelle o col deambulatore.

Napoli, come affermano ministri e membri delle istituzioni, ha il lungomare più suggestivo d’Italia, ma al contempo, come dimostrano le foto, anche il meno fruibile, accessibile e inclusivo. Un paradosso ancora più evidente se si osserva come lo stesso lungomare appaia spaccato in due: da un lato via Nazario Sauro e via Partenope, al centro dell’attenzione e delle cure di Palazzo San Giacomo; dall’altro, all’estremità opposta, la zona finale di via Caracciolo, dimenticata dalle istituzioni.

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Dopo la chiusura imposta ai chioschi quest’area è spenta e abbandonata. La bellezza del panorama del lungomare, con vista Vesuvio, è stato il motivo per cui il ministro allo Sport Andrea Abodi, insieme con il Governo e con l’amministrazione locale, ha scelto Napoli come città che ospiterà nel 2027 l’America’s Cup in Italia.

Per l’evento, ci ha tenuto a sottolineare Abodi, sono previsti circa un miliardo di introiti. Almeno questo è quanto accaduto a Barcellona, l’ultima città ad aver ospitato la manifestazione.

Introiti miliardari, ma a via Caracciolo nessuna manutenzione

Nonostante l’amministrazione faccia continuamente cassa – tra fondi del Pnrr, finanziamenti e tasse – e nonostante stiano procedendo per i lavori nell’area del lungomare, creando numerosi disagi a residenti e cittadini, dell’intenzione di ristrutturare i marciapiedi, a Via Caracciolo, non c’è traccia.

Il dissesto del calpestio rende problematica anche la fruizione della pista ciclabile. Qui sono riversati sanpietrini divelti e frammenti di asfalto. Numerose segnalazioni sono state effettuate anche da utenti su diversi social network che lamentano e denunciano il dissesto del manto stradale e l’assurdità di una mancata manutenzione in un’area di Napoli così amata. Al momento non è arrivata però alcuna risposta dalle istituzioni, a rischio e pericolo dei passanti e dei turisti che con il sole potrebbero aver voglia di concedersi un attimo di svago in uno dei luoghi simbolo del capoluogo partenopeo. Nel 2027 Napoli ospiterà l’America’s Cup, ma con un lungomare a metà, il rischio è di offrire al mondo solo mezza bellezza.

 

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