San Vitaliano, sindaca e marito in manette: minacce a dipendente comunale per un appalto

Il dirigente si oppose e l’affidamento non andò in porto

Avrebbero rivolto minacce, come di farlo «volare dal primo piano», nei confronti di un dipendente comunale di San Vitaliano, precisamente il direttore del settore Lavori Pubblici ed Ecologia, per costringerlo ad adoperarsi affinché assicurasse a una determinata società l’appalto da 50mila euro per la ristrutturazione dei loculi del cimitero: c’è anche questo tra i capi d’accusa che la squadra mobile e la Procura di Nola contestano, alla sindaca dimissionaria di San Vitaliano, Anna Rosalia Masi, 68 anni, e al marito, Vitaliano Vellusi, 71 anni, ex responsabile del settore delle Politiche sociali del Comune, entrambi destinatari di un arresto in carcere emesso dal gip Raffaele Muzzica insieme con altre sei misure cautelari notificate da Polizia e Carabinieri.

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I due, spiegano gli inquirenti, usano toni assolutamente arroganti e aggressivi – interpretati però non come la volontà di eliminare fisicamente il loro interlocutore – ai danni del dirigente comunale e per questo a entrambi viene contestato, in questa circostanza, il reato di tentata concussione in concorso. Quelle frasi però non sortirono il risultato atteso: l’ingegnere, infatti, decise di opporsi, nel settembre 2023, facendo così in modo che quell’affidamento non andasse in porto.

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Le altre misure

Il gip ha disposto gli arresti domiciliari, invece, per il 55enne Giuseppe Amalfitano (gestore di fatto e direttore tecnico di una società coinvolta nell’indagine) e per Gabriele Fiore, 60 anni (luogotenente della Polizia Locale); divieto di dimora per Francesco Giaccio, 57 anni (dirigente comunale) e Vitaliano Sasso, 35 anni (vice sindaco); sospensione per un anno dai pubblici uffici per Antonio Ferrara, 43 anni (funzionario comunale), e divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per un anno per Natale D’Amico, 63 anni (direttore commerciale di una società coinvolta nelle indagini). Gli indagati sono complessivamente dodici: per i restanti quattro l’autorità giudiziaria ha rigettato le richieste degli inquirenti.

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