La piscina fantasma dei Colli Aminei: 17 anni di nulla e 3 milioni svaniti nel cemento

Muscarà annuncia interrogazione: «Consiglieri comunali si sveglino»

Una piscina mai nata. La consigliera regionale Maria Muscarà annuncia un’interrogazione per capire cosa sia successo. Si tratta del progetto previsto per la modica cifra di 3 milioni di euro all’interno del parco dedicato a Rosaria Lanzetta Buono, in via Nicolardi, ai Colli Aminei. I fondi per la realizzazione furono stanziati dalla Regione Campania nel 2008, all’epoca presieduta da Antonio Bassolino. L’intento era quello di restituire uno spazio ai cittadini con una piscina pubblica che, in poco tempo, potesse diventare un punto di riferimento per i residenti della zona. Il tempo previsto di realizzazione, così come scritto nero su bianco sulla cartellonistica, sarebbe dovuto essere 400 giorni.

Ad oggi, dopo 17 anni, ancora nulla di fatto. Muscarà dichiara al Sud24 di voler capire se i fondi sono affondati. «Sembra un’ironia – dice la consigliera – visto l’ambiente acqueo». Il progetto preliminare era stato approvato nel 2008 all’assessore all’ambiente del Comune di Napoli e la Giunta comunale guidata dal sindaco dell’epoca Rosa Russo Iervolino. Dopo un lungo e tortuoso iter burocratico, con la determinazione dirigenziale numero 39 del novembre 2017, pubblicata sull’albo pretorio il 21 novembre dello stesso anno, finalmente la gara fu aggiudicata.

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La gara vinta al ribasso

La consigliera Maria Muscarà
La consigliera Maria Muscarà

«La gara – spiega la consigliera regionale Muscarà con documenti alla mano – fu vinta da una ditta di Acerra che avrebbe dovuto fare l’impianto. Certo è che l’importo di base era di quasi due milioni e mezzo, ha vinto con 1.800.000 euro. Insomma, questo già fa pensare un po’ che si correva un rischio».

L’attivista Alfredo Di Domenico sui suoi canali social denuncia che dopo la chiusura del bando di gara, sarebbero seguite anche «inaugurazioni farlocche, foto opportunità e passerelle politiche. Ogni volta – racconta Di Domenico – veniva annunciato l’inizio dei lavori, veniva celebrata una vittoria mai arrivata. Oggi l’unica cosa che si trova qui, sono ruderi di cemento sommerso dalle erbacce e un cancello arrugginito. Nessuna piscina, nessun impianto sportivo, nessun riscatto per il quartiere».

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Napoli capitale dello sport?

Secondo Muscarà questo è un altro pezzo di storia degli impianti del Comune di Napoli, il quale «non so con quale sfacciataggine – afferma la consigliera – pensa che il 2026 possa essere festeggiato a Napoli, capitale dello sport, considerando che i luoghi dello sport a Napoli non esistono, anzi vengono completamente dimenticati». Il documento dell’aggiudicazione della gara per la realizzazione di questo progetto risale al 2018, quindi 7 anni fa. «È rimasto tutto fermo», aggiunge ancora Muscarà. «Dove sono finiti quei soldi? – le fa eco Di Domenico – Chi ha pagato questo fallimento? Perché i responsabili non rispondono mai? A via Nicolardi non è nata una piscina, ma un cimitero di denaro pubblico».

Bisognerebbe, secondo Muscarà, che ci fosse qualche consigliere comunale che si svegli dal torpore. «O anche la municipalità, – conclude la consigliera – visto che abbiamo tanti municipali e cominci a fare un accesso agli atti per capire se gli abbiamo dato pure qualcosa a questa azienda di Acerra o no».

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