Napoli, il «caratteristico» blackout di luglio mette in ginocchio le attività commerciali di via Toledo

Grossi disagi anche per i residenti

Un lungo blackout elettrico ha messo ieri sotto scacco un’ampia zona dei Quartieri Spagnoli nel quadrilatero compreso tra la centralissima via Toledo a ridosso di piazza Trieste e Trento e via Carlo De Cesare già martirizzata dai lavori della carreggiata. L’erogazione di corrente elettrica è venuta a mancare intorno alle 9.00 di ieri 19 luglio per l’intera giornata; alle 20.00 la situazione era ancora fuori controllo, mentre qualcuno già ipotizzava che il disagio sarebbe perdurato anche il giorno successivo. Una situazione che ha messo in ginocchio un’intera area del quartiere stracolma di turisti e visitatori giunti in città per questo piacevole fine settimana estivo.

I tanti ristoranti e attività commerciali sono rimaste letteralmente al buio con lavoratori inermi posizionatisi all’esterno dei rispettivi locali perché impossibilitati a svolgere alcunché, mentre i proprietari erano in collegamento diretto con la centrale operativa ENEL per sollecitare il ripristino della situazione.

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Al di là dell’evidente disagio dei residenti ed il danno economico degli operatori commerciali è giusto fare una riflessione sulle cause di un disagio che continua a ripetersi ormai ciclicamente; mentre la società Enel distribuzione associa al caldo eccezionale di queste giornate la causa del danneggiamento dei cavi, i fatti secondo molti altri stanno diversamente. Com’è tradizione ogni anno il furto dell’albero di Natale in Galleria Umberto, tradizione è diventato il blackout di luglio. Sì perché questo episodio si ripete ricorrentemente ormai da oltre quindici anni.

Impianti troppo obsoleti e insufficienti

Le cause, secondo alcuni, sarebbero da imputare al sovraccarico della cabina di trasformazione Enel messa sotto pressione dalla spropositata richiesta di energia elettrica dovuta all’utilizzo massiccio degli impianti di condizionamento. La corrente elettrica che entra in città partendo dalle centrali attraversando la rete dell’alta tensione viene smistata in tante micro-aree del centro antico dove cavi ed impianti risulterebbero essere troppo obsoleti e insufficienti per sopportare un passaggio tanto elevato di corrente elettrica.

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Le cabine di trasformazione che adeguano la tensione non reggerebbero il sovraccarico; lo stesso dicasi per i cavi di trasmissione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Dove non arriva la gestione interna potrebbero esser di aiuto i fondi europei di sviluppo regionale. Anziché finanziare feste, eventi e compleanni illustri sarebbe opportuno intervenire proprio sulla rete elettrica cittadina altrimenti episodi del genere continueranno a perpetuarsi.

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