Ucciso per il controllo della droga: le indagini portano ai De Martino

Ciro Gargiulo assassinato a febbraio per la guerra della marijuana sui Monti Lattari

Ucciso per il controllo della marijuana sui Monti Lattari. Le indagini dei carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia, che lavorano sul delitto del 61enne Ciro Gargiulo, puntano a questo movente. E si apre anche una pista che porterebbe al gruppo De Martino. L’agguato dello scorso febbraio, compiuto a colpi di fucile tra Casola di Napoli e Lettere, avrebbe una matrice camorristica. La vittima, Ciro Gargiulo, era una figura nota nel sottobosco criminale dei Monti Lattari. Pregiudicato e specializzato nel traffico di droga, Gargiulo aveva gestito per anni il business delle coltivazioni di marijuana.

Nelle informative dell’Antimafia, Gargiulo era uno dei narcotrafficanti più noti del territorio, coinvolto in numerose inchieste nel corso degli anni. L’ultimo arresto risale al 2018. La sua abilità nel gestire la produzione di marijuana su scala industriale lo aveva reso un nome di rilievo, ingombrante. Forse troppo.

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Non è la prima volta che un omicidio del genere scuote la comunità locale. Anche Antonino Di Lorenzo, noto come ‘o Lignammone, un altro narcotrafficante, fu assassinato con modalità simili in passato.  Il 53enne aveva assunto il ruolo precedentemente occupato da un compaesano, Ciro Orazzo, a sua volta vittima di un agguato in un campo a Casola di Napoli il 13 marzo 2017. L’omicidio fu il risultato di contrasti con i suoi complici nel gruppo di narcotrafficanti riguardo alla gestione delle numerose coltivazioni di canapa, strategicamente nascoste tra gli alberi dei Monti Lattari. Un filo rosso sangue collega tutti gli omicidi e il business da decine di milioni di euro.

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