Scuola, braccio di ferro tra De Luca e il Governo. Bianchi: «Ordinanza illegittima, condizioni non ci sono»

Il ministro avvisa: «La scuola deve essere l’ultima a chiudere»

«Se ha dei figliuoli, non li faccia studiare mi raccomando. Li tenga nell’ignoranza! Viva l’ignoranza» diceva il mitico Totò in ‘Miseria e nobiltà’. Forse non è proprio l’intenzione di Vincenzo De Luca ma la direzione intrapresa sembra questa. Il governatore nella diretta ha annunciato la volontà di rimandare l’apertura delle scuole medie ed elementari fino a fine gennaio. Un’anticipazione pubblicata ieri sera ha svelato nel dettaglio il nuovo provvedimento che sarà emesso a breve.

L’ordinanza numero 1 del presidente della Regione Campania, oltre alla non riapertura delle scuole medie ed elementari prevede anche il non ritorno in aula per la scuola dell’infanzia. Nel testo dell’ordinanza non ancora pubblicata ma anticipata con una nota, si sottolinea che «resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali».

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Vietato anche il consumo di bevande alcoliche la sera in aree pubbliche

Non solo scuola. Dalle ore 22,00 e fino alle ore 6,00, infatti, sarà fatto divieto di consumo di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, ivi compresi gli spazi antistanti gli esercizi commerciali, le piazze, le ville e i parchi comunali. Vietati anche affollamenti o assembramenti per il consumo di qualsiasi genere alimentare in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Quest’ultimo provvedimento è una replica di quanto stabilito nelle festività quando De Luca vietò il consumo di qualsiasi bevanda e cibo in strada per giorni interi. In quell’occasione il governatore vietò «di fare i cafoni in strada» perché, affermò, voleva evitare la chiusura delle scuole. Qualcosa deve essere andato storto però visto che adesso gli istituti scolastici non li riapre lo stesso. O semplicemente c’era da aspettarsi lo stesso il picco dei contagi e quindi quei provvedimenti erano inutili?

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Da Roma si preannuncia un vero e proprio braccio di ferro sul ritorno tra i banchi. Fonti di Palazzo Chigi hanno annunciato che il Governo impugnerà l’ordinanza del presidente della Regione Campania e il ministro Patrizio Bianchi ha ribadito dalle pagine del Corriere della Sera che le lezioni devono ripartire in presenza.

Nessun recupero delle lezioni a giugno

Intervistato, il ministro afferma che bisogna «tutelare il più possibile la presenza e, con essa, i nostri ragazzi e i bambini che vengono da due anni difficili», «che hanno segnato il loro apprendimento». L’intenzione del governo, spiega Bianchi, «è procedere con i calendari già definiti», e dunque nessun recupero delle lezioni a giugno come prospettato dalla Regione Campania.

«Nessun governo nazionale dei grandi Paesi europei, come Francia o Spagna – sottolinea -, ha chiuso le scuole», che devono essere le «ultime a chiudere», ribadisce il ministro. «Il ricorso massiccio alla dad, oggi, come se i vaccini non ci fossero, sarebbe un errore», ripete Bianchi, che individua proprio nella profilassi il motivo per mantenere le lezioni in presenza. «Rispetto all’anno scorso c’è», spiega, «una grande differenza: il vaccino», che è «lo strumento per tutelare la scuola, per un ritorno alla normalità». E dunque a tutti chiede «un atto di responsabilità», ovvero: «acceleriamo la vaccinazione».

Sulla decisione di De Luca spiega: «la legge è molto chiara: permette ai presidenti di Regione di intervenire solo in zona rossa e in circostanze straordinarie. Queste condizioni oggi non ci sono». Ecco perché Bianchi ritiene che vi siano «gli estremi per impugnare quell’atto»

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