Coronavirus, De Luca avverte il Nord: «Nessuna fretta nella riapertura o chiuderemo i confini»

«Noi abbiamo salvato la Campania, assumendo decisioni due settimane prima del Governo nazionale» nell’emergenza Coronavirus. Lo ha affermato il governatore della Campania Vincenzo De Luca nel corso della settimanale conferenza stampa per l’emergenza Coronavirus. «Lo abbiamo fatto con scelte rigorose – ha detto – ma anche con la responsabilità dei cittadini» sottolineando che il rischio era legato alla densità abitativa, soprattutto in alcune aree. «Non stiamo di fronte a problemi banali, ma seri – ha detto che vanno affrontati con tutto il rigore necessario».

«Bisogna avere grande senso di responsabilità, partiamo dai dati concreti. In Lombardia ieri abbiamo registrato circa 1000 nuovi contagi, nel Veneto che sta messo meglio abbiamo registrato quasi 400 nuovi contagi, in Piemonte 800 nuovi contagi. Questa è la realtà che abbiamo di fronte a noi. Le autorità scientifiche ci ricordano che siamo ancora, in larga parte del territorio italiano nella fase 1, cioè in una fase di presenza massiccia del contagio da coronavirus». «Ho ascoltato in questi ultimi giorni posizioni di altri colleghi presidentu di regione, soprattutto del nord, ma anche del Sud che premono per affrettare la ripresa di tutto.

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Coronavirus, De Luca: «Ordinanza per vietare l’ingresso in Campania»

«Se dovessimo avere una corsa in avanti da parte di regioni, nelle quali abbiamo ancora il contagio presente in maniera così forte, la Campania chiuderà i suoi confini». E la Regione farà «un’ordinanza con la quale vieteremo l’ingresso in Campania di cittadini provenienti da regioni nelle quali il contagio è ancora alto». «Noi già abbiamo conosciuto questa emergenza quando abbiamo assistito ad un ritorno in massa dalla Lombardia di cittadini campani». «Immaginare oggi – spiega De Luca – di dover affrontare in questi termini ancora una volta il problema sarebbe davvero un atto di irresponsabilità. Dobbiamo avere sempre questo punto di equilibrio fra necessità di ripresa delle attività economiche e la necessità di salvare l’Italia».

«La cosa più drammatica sarebbe riaprire le attività economiche in maniera indifferenziata e poi dopo due settimane, il tempo di sviluppo del contagio, essere costretti a rinchiudere tutto. In questo caso non reggeremo più e crollerebbe l’Italia, perché una nuova stagione di isolamento non la regge il paese intero. Questa è la tragedia da evitare per la Campania ma vale anche per l’Italia è l’unico campo nel quale non si può sbagliare».

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Gli italiani e i campani non reggerebbero un nuovo isolamento ma nemmeno il perdurare di quello attuale. Lo ha presente De Luca che spiega che bisogna «programmare anche la ripresa, la fase 2, ma in maniera ordinata e responsabile». «Se manteniamo il rigore che abbiamo avuto finora, a metà maggio potremo dire di aver sconfitto in Campania il Coronavirus». «Nei prossimi giorni, ha proseguito sempre De Luca, saranno intensificati i controlli nelle strutture che ospitano gli anziani».

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