Eros Ramazzotti: l’artista che continua a dominare la scena mondiale

Una delle voci italiane più premiate e riconosciute al mondo

Eros Ramazzotti cresce nel cuore popolare del Lamaro, dove la periferia non è solo un luogo ma un carattere: padre operaio, madre calabrese, un cane come migliore amico e una timidezza che diventa rifugio. La musica arriva come un istinto più che come un progetto, prima con il pianoforte, poi con la chitarra, mentre attorno a lui la vita scorre dura e a volte tragica, come la morte dell’amico Ivano, che gli fa capire che l’unica strada possibile è quella delle note.

Respinto dal Conservatorio e annoiato dalla ragioneria, Eros sceglie di provarci comunque: studia inglese, tenta di emigrare, compare da bambino nel film «Amarcord» e poi si butta nei concorsi. A Castrocaro nell’81 non vince, ma conquista due discografici che riconoscono in quel timbro qualcosa di irripetibile. Da lì parte a macinare chilometri, interviste, esibizioni, fino a interpretare «Pezzi di vetro» nel 1983 ai Castelli Romani: il momento in cui un ragazzo di Cinecittà smette di essere «promessa» e diventa una storia che sta per esplodere.

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Da promessa italiana a voce globale

La svolta arriva nel 1984: «Terra promessa» nasce come uscita autunnale, finisce per caso nelle selezioni di Sanremo Giovani e gli regala la vittoria tra le Nuove Proposte, insieme a un discomix che lo proietta subito fuori dall’Italia, tra Germania, Austria e Svizzera. L’anno dopo, «Una storia importante» non conquista Sanremo ma la Francia, con più di un milione di copie, e trascina il debutto «Cuori agitati», inciso anche in spagnolo. Nel 1986 Eros smette di inseguire: vince Sanremo con «Adesso tu», domina il Festivalbar con «Nuovi eroi» e diventa un artista bilingue, esportabile, riconoscibile.

Poi arrivano «In certi momenti» (1987), Patsy Kensit, tre milioni di copie, l’EP «Musica è» e «In ogni senso» (1990), presentato a Venezia davanti a duecento giornalisti e pubblicato in quindici Paesi. Nel 1991 il Radio City Music Hall è sold out; nel 1992 «Eros in concert» diventa beneficenza, una VHS racconta il suo giro del mondo, lui vola a Los Angeles con Morandi per incontrare Michael Jackson, duetta con Biagio Antonacci e partecipa a «Toma la luna».

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La musica come confessione con un susseguirsi di successi

Tra il ’93 e i primi Duemila, Eros Ramazzotti vive una stagione in cui ogni disco sembra aprire un continente. «Tutte storie» lo lancia con «Cose della vita» e un videoclip firmato da Spike Lee, che per la prima volta si misura con un artista europeo; il tour che segue lo porta a chiudere in Nord America e a debuttare nei Paesi latinoamericani, mentre l’album supera gli otto milioni di copie.

In quegli stessi anni Eros costruisce la sua macchina produttiva, Radiorama, firma con BMG e si ritrova sui palchi del Summer Festival accanto a Stewart, Elton John, Page, Plant e Crow, ed è lì che incontra Michelle Hunziker. Con «Dove c’è musica» (1996) prende il controllo totale del suono, mescola rock alternativo e melodia, vola anche in versione house e diventa il disco più venduto dell’anno.

Poi arriva «Eros» (1997), che unisce Bocelli, Tina Turner e due inediti dedicati alla sua famiglia, diventando il suo successo commerciale più grande. Seguono stadi pieni, Pavarotti & Friends, un Echo Award e la produzione del disco di Morandi. Con «Stilelibero» (2000) duetta con Cher e porta il tour fino al Cremlino; poco dopo affronta la separazione da Michelle e la perdita della madre, a cui dedica «Mamarà». Nel 2003 pubblica «9», dove il dolore diventa scrittura: «Un’emozione per sempre» e «Solo ieri» guidano un album da milioni di copie e un tour mondiale che si chiude con un gesto raro: un concerto gratuito per dodicimila bambini e un Ambrogino d’oro.

Una firma che tocca ogni settore artistico

Negli anni Eros Ramazzotti attraversa fasi in cui ogni gesto sembra allargare il perimetro della sua storia: torna nella sua Roma con un live all’Olimpico che diventa DVD, presta la sua scrittura alla TV, ispira un libro che devolve i proventi alla Lega del Filo d’Oro e, mentre il gossip prova a spingerlo via, sceglie Milano come nuova base.

Con «Calma apparente» inaugura il DualDisc in Italia, vende milioni di copie e firma con Anastacia un duetto che diventa una colonna sonora europea. Poi arriva «e²»: una raccolta che non guarda indietro, ma rimescola il passato con Santana, Ricky Martin, Wyclef Jean, Steve Vai e la London Philharmonic, come se la sua carriera fosse un laboratorio aperto.

Nel frattempo suona per Max Pezzali, vola negli Stati Uniti per un premio NIAF, conquista l’Australia. Con «Ali e radici» riapre il mondo: prenotazioni da record, un tour che tocca Europa, Africa, America Latina, un live che cattura la sua energia.

Nel 2011 supera i 55 milioni di copie vendute, cambia etichetta e torna a intrecciare la sua scrittura con Giorgia, firmando «Inevitabile», che diventa oro e poi platino. In quegli anni Eros non si limita a pubblicare dischi: costruisce una presenza che cresce, si sposta, si espande come se la sua musica avesse imparato a respirare più lontano di lui.

Una carriera sempre in ascesa mondiale e «Una storia importante World Tour»

Dal 2012 in avanti Eros Ramazzotti entra in una fase in cui ogni uscita sembra moltiplicare la sua presenza: una raccolta che riporta in circolo le sue love songs, un contratto con Live Nation che prepara un nuovo giro del mondo, un ritorno sul palco con Anastacia a San Pietroburgo come se il tempo non fosse passato.

«Noi» arriva con collaborazioni che mescolano cinema, pop, rap e lirica e conquista iTunes in sedici Paesi, mentre lui passa da Che tempo che fa ai premi Ondas, fino a scrivere per Chiara Galiazzo. Duetta con Max Pezzali, festeggia trent’anni di carriera con «Eros 30», pubblica «Perfetto», rende omaggio a Pino Daniele e continua a collezionare dischi di platino.

Con «Eros Duets» riapre il suo archivio affettivo, con Tozzi firma un brano che sembra un promemoria sulla fragilità delle parole e con «Vita ce n’è» torna a spingere la sua voce nel presente. Nel frattempo annuncia un nuovo album, pubblica «Battito infinito», parte per un tour che attraversa continenti e nel 2025 celebra «Una storia importante» con Alicia Keys.

Nel 2026 torna a Sanremo, riprende «Adesso tu» quarant’anni dopo e inaugura un tour che riempie stadi e lo vede duettare con Giorgia, Elisa e Max Pezzali davanti a cinquantamila persone. Con «Una storia importante World Tour» Ramazzotti rimette il mondo in movimento: oltre trenta Paesi tra Europa, Nord America e America Latina diventano una stessa traiettoria, con gli stadi e i palasport italiani come snodi emotivi di un viaggio globale.

Il brano scelto: «Il mio giorno preferito»

«Il mio giorno preferito» racconta che la luce non sparisce mai del tutto: Ramazzotti attraversa le crepe del presente e ci mostra che, anche quando tutto sembra cedere, restano un gesto, un amore, un abbraccio capace di rimettere in moto la vita.

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