Nel 2022 l’economia italiana ritornerà ai livelli pre-crisi. Bonomi: «Prospettive positive»

Per le associazioni dei consumatori le stime sono troppo ottimistiche. Il presidente di Confindustria esprime fiducia sulla ripresa

Si consolida il processo di ripresa dell’economia italiana con una intensità crescente nei prossimi mesi, secondo i dati ISTAT. Le stime, infatti, segnalano che alla fine del 2022 il PIL italiano sarà ritornato ai livelli pre-covid.

Nel 2021, in media d’anno, il Pil segnerebbe un deciso rialzo rispetto al 2020 facendo registrare un +4,7%, mentre nel 2022, anno nel quale verosimilmente dovrebbero trovare attuazione i primi interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’economia italiana potrebbe crescere di un ulteriore 4,4% recuperando così l’arretramento di quasi 9 punti segnato dalla crisi pandemica.

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Sebbene nei primi mesi dell’anno lo scenario internazionale sia stato caratterizzato da una decisa ripresa del commercio mondiale e da un progressivo miglioramento della produzione, con tempi e ritmi eterogenei tra i paesi, a trainare la crescita dell’economia italiana sarà la domanda interna, mentre la domanda estera contribuirà solo marginalmente al processo di recupero.

Permangono tuttavia le incertezze legate all’effettiva capacità di realizzazione delle misure programmate dal Governo con il PNRR e i tanti dubbi circa l’evoluzione dell’emergenza sanitaria.

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Troppo ottimistiche, infatti, secondo le associazioni dei consumatori, le stime dell’Istat, per le quali «finora i consumi hanno deluso le aspettative, e nel 2021 non si è ancora registrata l’attesa ripartenza della spesa delle famiglie; in tale contesto pesa poi l’incognita inflazione, con i prezzi che negli ultimi due mesi hanno rialzato la testa, e potrebbero avere un effetto depressivo sui consumi nei prossimi mesi».

«Occorre poi considerare, infine, la riduzione del reddito subita da una consistente fetta di popolazione a causa del Covid, e il generale impoverimento delle famiglie, con il 60% dei nuclei che oggi, secondo una indagine di Bankitalia, dichiara difficoltà ad arrivare alla fine del mese». Si ritiene che siano necessari «l’adozione di pacchetti di misure volti al sostegno delle famiglie e non unicamente delle imprese, anche attraverso una più determinata lotta all’evasione fiscale».

Sposa la visione ottimistica, invece, Confindustria che per mezzo del Presidente Bonomi dichiara che «le prospettive sono positive – ha sottolineato -. Anche gli Stati Uniti, che sono usciti prima di noi dalla crisi pandemica, danno questa indicazione: stanno vivendo un momento di forte espansione e sostanzialmente sono in carenza di manodopera. Quindi abbiamo di fronte a noi un periodo di crescita e di crescita sostenuta, i dati del 2020 ormai sono in totale controtendenza».

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