Giunta e assessori rimettano al primo posto la vita quotidiana dei cittadini
Stava attraversando la strada per andare a teatro con la famiglia quando è stato travolto da uno scooter. L’uomo, 76 anni, è morto al Cardarelli dopo l’investimento avvenuto venerdì 30 ottobre in via Pietro Castellino, nei pressi del civico 155. La dinamica resta al vaglio degli investigatori. Ma la tragedia riapre una questione che va oltre le responsabilità individuali: la sicurezza di chi si muove ogni giorno a Napoli.
In via Castellino, precedenti incidenti e denunce dei residenti sulle velocità eccessive impongono risposte concrete. Alle preoccupazioni per il traffico si aggiungono quelle per la manutenzione: buche e dissesti segnalati da tempo restituiscono l’immagine di una strada trascurata. Possibile che criticità tanto evidenti sfuggano a chi amministra la città? E perché la messa in sicurezza deve attendere, mentre tante strade e chi le percorre sembrano lasciati a sé stessi?
Asfalto in buone condizioni, attraversamenti protetti, illuminazione e controlli sono servizi essenziali. Non possono dipendere dall’emozione suscitata dall’ennesima vittima: richiedono programmazione, risorse e scadenze verificabili. Il problema attraversa i quartieri. Anche in una strada considerata «nobile» come via Tasso, da oltre un anno buche, pavimentazione dissestata, marciapiedi deteriorati e paletti divelti raccontano una quotidianità fatta di ostacoli, interventi rinviati e riparazioni provvisorie.
A pagare sono anche i ciclisti, esposti al traffico senza la protezione di un abitacolo. Per chi usa una bicicletta, anche a pedalata assistita, una buca o un avvallamento possono provocare una caduta; evitarli con uno scarto improvviso può esporre al rischio di investimento. Promuovere la mobilità sostenibile richiede quindi percorsi sicuri, continui e mantenuti con regolarità.
La necessità di prevenire
Alle conseguenze umane si aggiunge un costo economico che ricade sulla collettività: soccorsi, cure, riabilitazione e perdita di capacità lavorativa. Secondo Istat e ACI, nel 2024 il costo sociale degli incidenti con lesioni alle persone in Italia ha superato i 18 miliardi di euro, quasi l’1% del Pil. Una stima che comprende anche il danno umano, oltre agli oneri economici, e non coincide con la sola spesa pubblica. Prevenire significa dunque proteggere vite e ridurre costi che coinvolgono famiglie, servizi sanitari e sistema produttivo.
È di questi ritardi che giunta e assessori competenti devono rispondere. Il persistere di problemi tanto visibili suggerisce una distanza profonda tra amministratori e città reale: dà l’impressione che chi governa Napoli non percorra le stesse strade dei cittadini e non ne sperimenti le difficoltà quotidiane.
Intanto, eventi e promozione turistica conquistano spazio e visibilità, anche internazionale. Ma la cura dell’immagine di Napoli deve trovare riscontro nella cura dei suoi quartieri e nella tutela, in primis, dei suoi cittadini. I residenti non possono sentirsi secondari rispetto ai visitatori: la prima responsabilità di chi amministra è garantire una città sicura e vivibile a chi la abita.




