Il Masterplan di Capodichino fa esplodere la maggioranza, il Pd contro Manfredi

Il consigliere Esposito: «Non c’è stato un solo momento di confronto»

Le divisioni nella maggioranza che sostiene Gaetano Manfredi, latenti da tempo e finora rimaste sotto traccia, sono esplose ieri durante l’ultimo Consiglio comunale di Napoli, quando il Pd ha attaccato duramente il sindaco sul Masterplan per Capodichino. A finire nel mirino dei dem è soprattutto il metodo seguito dall’amministrazione, accusata di aver lasciato fuori l’Aula da una partita destinata a incidere profondamente sul futuro dell’area Nord della città. A sollevare il caso è stato il consigliere comunale del Pd Pasquale Esposito, con una posizione condivisa anche dal capogruppo dem Gennaro Acampora, dando così ulteriore peso politico a una contestazione arrivata direttamente da una delle principali forze della coalizione che sostiene Manfredi.

Esposito: «Non c’è stato un solo momento di confronto»

Esposito parte da una premessa: non mette in discussione lo sviluppo dell’aeroporto né le trasformazioni urbanistiche della città, ma contesta l’assenza di un confronto con chi Napoli la rappresenta nelle istituzioni. «È un progetto ambizioso. Io parlo da progressista, non sono un conservatore, quindi ho sempre guardato con attenzione ai cambiamenti urbanistici importanti, anche nelle altre capitali europee. Ho sempre ammirato le città che non sono arroccate su se stesse. Però mi aspettavo un coinvolgimento degli eletti della città: non c’è stato un solo momento di confronto».

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Il consigliere dem ha ricordato che da quasi quattro anni il Consiglio comunale discute del nuovo piano urbanistico di Napoli, con il coinvolgimento delle commissioni competenti, mentre una trasformazione di questa portata sarebbe rimasta fuori dal confronto dell’Aula. «Parliamo dello stravolgimento di una parte dell’area Nord. Su questo non abbiamo discusso mai, non sapevamo nulla». E il tema, secondo Esposito, pesa ancora di più per la particolare collocazione dello scalo: «Poche città in Europa, se non nel mondo, hanno l’aeroporto praticamente all’interno della cinta urbana». Un’infrastruttura che ha prodotto opportunità, ma che grava quotidianamente sui quartieri circostanti.

La critica si sposta quindi sulle conseguenze per un territorio che, secondo il consigliere, ha già sopportato molto sotto il profilo urbanistico. Esposito richiama un’area dove gli spazi verdi sono ridotti al minimo e si domanda quale ritorno abbiano avuto negli anni i quartieri che convivono con Capodichino: «Cosa ha restituito e cosa sta restituendo Gesac alla città e a quei quartieri? Poco o niente». Da qui anche la richiesta di interventi di mitigazione ambientale, richiamando l’esempio di altri aeroporti dove lungo il perimetro dello scalo sono state realizzate barriere verdi per ridurre rumore e inquinamento. «Almeno questo la città, nell’immediato, nell’attesa del grande progetto del 2035, lo poteva chiedere».

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Lange: Napoli paga ancora la perdita di peso su Capodichino

La posizione di Esposito ha trovato sostegno in Aula anche da parte di Toti Lange, consigliere comunale del Gruppo Misto, che ha riportato il confronto alle scelte compiute quasi trent’anni fa. Lange ha richiamato la privatizzazione di Gesac del 1997, quando Comune e Provincia di Napoli cedettero ciascuno il 35% delle proprie quote alla britannica BAA, che acquisì complessivamente il 70% della società di gestione. Secondo il consigliere, Napoli starebbe ancora pagando quella perdita di peso nelle decisioni che riguardano una delle infrastrutture più importanti presenti sul proprio territorio.

Esposito, invece, è tornato soprattutto sulla questione istituzionale. «Io abito in quelle zone e rappresento la città assieme ai colleghi consiglieri. Andate a vedere i rendering: quel pezzo di progetto va a modificare un importante snodo della città di Napoli e noi non ne sapevamo nulla». Da qui la domanda rivolta direttamente alla Giunta: «Possiamo aprire un dialogo o è tutto chiuso?».

«Non possiamo apprendere queste trasformazioni dalla stampa»

Il consigliere del Pd è tornato sulla vicenda anche questa mattina, ribadendo che «un progetto che può cambiare profondamente una parte della città e dell’area Nord non può essere discusso senza il coinvolgimento del Consiglio comunale e dei territori interessati». E ha chiarito ancora una volta il senso della propria contestazione: «Non sono contrario allo sviluppo della città. Sono contrario all’idea che lo sviluppo di Napoli possa essere progettato senza Napoli».

Il passaggio conclusivo dell’intervento in Aula sintetizza il nodo politico aperto dentro la maggioranza: «Se dobbiamo scrivere quale sarà la Napoli dei prossimi dieci, quindici o vent’anni, noi oggi siamo i rappresentanti della città e non possiamo apprendere queste trasformazioni dalla stampa o dalle conferenze stampa».

Il Masterplan di Capodichino diventa così qualcosa di più di una questione legata allo sviluppo dell’aeroporto. Il caso porta alla luce le tensioni nella maggioranza di Palazzo San Giacomo e vede il Pd contestare apertamente il metodo seguito dall’amministrazione Manfredi sulle grandi trasformazioni della città. Una contestazione che dimostra sempre più come il sindaco sia distante anni luce dal Consiglio comunale, ma anche dai napoletani che lo hanno eletto.

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