La difesa: «Sfoghi di dolore e disperazione, non minacce»
Cade il divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico per Marcello Carbonaro e Fiorenza Cossentino, padre e madre di Martina Carbonaro. A disporne la revoca è stato il Tribunale del Riesame di Napoli. La misura cautelare era stata emessa dal gip di Napoli Nord dopo una serie di minacce rivolte ai familiari di Alessio Tucci, l’ex fidanzato reo confesso dell’uccisione della 14enne. Martina Carbonaro è stata assassinata nel 2025 ad Afragola, in provincia di Napoli, a colpi di pietra. A Tucci gli inquirenti contestano l’omicidio volontario pluriaggravato.
A impugnare il provvedimento è stata la difesa dei genitori della 14enne, rappresentata dall’avvocato Sergio Pisani. Il legale ha contestato i presupposti sui quali era stata fondata la misura cautelare, sostenendo che gli episodi contestati fossero riconducibili «a meri sfoghi di dolore e disperazione, più che a vere e proprie minacce, peraltro contestate nella forma aggravata». La difesa ha inoltre sollevato la questione dei limiti edittali del reato contestato, ritenendoli incompatibili con quel tipo di provvedimento cautelare. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha quindi disposto la revoca del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico nei confronti di Marcello Carbonaro e Fiorenza Cossentino.



