La famiglia ha consegnato agli inquirenti audio e referti medici
Un registratore nascosto nell’elastico dei pantaloni del figlio per capire che cosa accadesse realmente durante le ore trascorse a scuola. È da qui che prende una svolta la vicenda denunciata a Scampia dalla famiglia di un bambino autistico di 10 anni. La decisione dei genitori arriva dopo una serie di segnali che avevano alimentato dubbi sempre più forti. Il bambino, affetto da un disturbo che gli impedisce la comunicazione verbale e non verbale, non poteva raccontare quanto avveniva durante la giornata scolastica.
A preoccupare la famiglia erano però i segni con cui, in diverse occasioni, tornava a casa: lividi sul corpo, graffi sulla schiena, tracce di morsi e, in un caso, la maglietta stracciata. A questi episodi si erano aggiunti continui sbalzi d’umore e frequenti stati d’ansia. Dalla scuola era arrivata una spiegazione precisa. Secondo quanto riferito dall’avvocato della famiglia Francesco Petruzzi e dall’europarlamentare di Avs Francesco Emilio Borrelli, «il personale scolastico ha sostenuto che i lividi erano frutto di atti di autolesionismo». Una ricostruzione che non ha convinto i genitori.
Il registratore e le minacce emerse dagli audio
La famiglia ha quindi deciso di cercare elementi che potessero chiarire cosa succedesse al bambino durante le ore trascorse nell’istituto. «Questa risposta non ha convinto la famiglia che ha deciso di applicare un piccolo registratore indosso al bimbo, cucito nell’elastico dei pantaloni per scoprire la verità», hanno spiegato Petruzzi e Borrelli. Le registrazioni avrebbero confermato i timori dei genitori. Negli audio, secondo quanto denunciato, uno degli operatori cui il bambino era affidato gli avrebbe rivolto frasi minacciose: «Ti devo picchiare senza sosta, chiedimi scusa altrimenti ti faccio male». Nelle registrazioni sarebbero finite anche le lacrime del bambino.
A quel punto la vicenda è passata dal confronto con la scuola alla denuncia. La famiglia si è rivolta ai carabinieri della stazione di Marianella, che hanno trasmesso l’atto alla Procura di Napoli. I magistrati hanno aperto un fascicolo per lesioni. Agli inquirenti sono stati consegnati anche i referti medici del pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli. La documentazione attesterebbe lesioni eritematose, escoriazioni al collo e contusioni alle braccia, con diagnosi di «maltrattamento di minore».
Galano: «Inumano e da condannare»
Sul caso è intervenuto anche il garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Campania, Giovanni Galano, che ha definito quanto denunciato «inumano e da condannare». «Le famiglie affidano i loro figli alle scuole che devono essere luogo di crescita. Vado spesso nelle scuole – racconta Galano – ed esorto sempre i dirigenti scolastici ad ascoltare e ad osservare il personale che, qualora manifesti problematiche e/o insoddisfazioni va sostituito, così come li esorto ad osservare i bambini perché anche un disegno, uno sguardo sempre triste possono essere indicatori di un malessere». Borrelli ha infine chiesto l’intervento dell’Ufficio scolastico regionale, sollecitando la sospensione immediata dei responsabili da ogni incarico e il loro allontanamento dal contatto con i minori.




