Individuati 83 rapporti bancari, 21 immobili e due auto di lusso
Milioni di euro sarebbero usciti dalle casse del Cus Napoli per finire, secondo l’ipotesi degli inquirenti, nella disponibilità dell’ex presidente e dei suoi familiari. La Procura di Napoli ha ottenuto dal gip un sequestro preventivo da 7 milioni di euro nei confronti di tre indagati.
Il provvedimento, eseguito dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e del 2° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Napoli, riguarda Elio Cosentino, ex presidente e legale rappresentante del Centro universitario sportivo di Napoli, il figlio Claudio Yannik Cosentino e la moglie Elisabeth Katharina Wisskirchen. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppina Loreto e dal pm Luigi Landolfi.
Il Csu e i trasferimenti contestati
Secondo la ricostruzione investigativa, tra il 2018 e il 2024 l’allora presidente avrebbe sottratto ripetutamente risorse dell’associazione a beneficio proprio e dei familiari attraverso bonifici, versamenti di contante e accrediti tramite Pos. Nel sistema, secondo gli inquirenti, avrebbe avuto un ruolo il Club Sportivo Universitario Napoli, Csu, associazione dalla denominazione quasi identica a quella del C.U.S. e ritenuta priva di una reale autonomia organizzativa e gestionale.
Nel periodo esaminato sarebbero stati trasferiti dai conti del CUS al CSU 3.759.347,81 euro. Complessivamente, le movimentazioni finanziarie contestate ammontano a circa 4,5 milioni di euro e si sarebbero intensificate negli ultimi mesi della gestione Cosentino, con operazioni effettuate tramite home banking anche in orari serali e notturni.
I bonifici durante l’assemblea per il nuovo presidente
Un episodio ricostruito dagli investigatori risale al 15 ottobre 2024, durante l’assemblea convocata per eleggere il nuovo presidente del Cus Napoli. Mentre la riunione era ancora in corso, dal conto dell’associazione sarebbero stati disposti due bonifici al Csu: 200mila euro alle 19.12 e altri 50mila alle 21.11. Il giorno successivo la nuova presidente intervenne presso l’istituto bancario, riuscendo a bloccare un ulteriore trasferimento da 206mila euro che, secondo gli atti, avrebbe portato al completo svuotamento del rapporto bancario.
I trasferimenti in Germania e i beni sequestrati
Una parte del denaro transitato attraverso il Csu, pari a circa 2,5 milioni di euro, sarebbe stata successivamente trasferita ai familiari dell’ex presidente mediante bonifici e prelievi di contante. Quasi tutte le somme, secondo la Procura, sarebbero confluite su rapporti bancari detenuti in Germania, per essere poi reimpiegate in investimenti finanziari, attività imprenditoriali, acquisti e ristrutturazioni immobiliari. Gli accertamenti bancari avrebbero documentato oltre 1,9 milioni di euro effettivamente accreditati su conti correnti tedeschi riconducibili ai familiari di Cosentino.
Proprio in Germania si è esteso il sequestro disposto dal gip, grazie ai meccanismi di cooperazione giudiziaria internazionale, al coordinamento di Eurojust e al coinvolgimento della Procura di Colonia. Sono stati individuati 83 rapporti bancari, 21 immobili, quattro attività imprenditoriali e due autoveicoli di lusso riconducibili agli indagati. Tra i mezzi sottoposti a sequestro figurano una Mercedes-Amg intestata a Claudio Yannik Cosentino e un’Audi Sport Rs Q8 intestata a Elisabeth Katharina Wisskirchen.
Rimborsi spese, viaggi e acquisti al centro degli accertamenti
Un altro capitolo dell’inchiesta riguarda i rimborsi spese ottenuti da Elio Cosentino e dal figlio Claudio Yannik Cosentino e ritenuti dagli investigatori estranei alle finalità istituzionali dell’associazione. Tra i documenti acquisiti compaiono viaggi e soggiorni a Cancun, Abano Terme e Riccione, voli aerei, hotel, ristoranti, stabilimenti balneari, acquisti di abbigliamento, profumeria, prodotti elettronici e altre spese personali.
In alcuni scontrini di ristorazione sono state riscontrate anche aggiunte manoscritte da 5 o 10 euro, ricondotte nel decreto al rimborso delle mance. Gli atti riportano inoltre l’acquisto di un iPhone 15 Pro, con fattura intestata al Csu e spedizione a Colonia presso l’indirizzo indicato come domicilio di Claudio Yannik Cosentino. Dalla documentazione bancaria sarebbero emersi anche pagamenti per abbonamenti ed eventi calcistici del Colonia e del Bayer, tornei internazionali di tennis, acquisti Amazon e Apple, hotel e voli aerei, oltre alla Patrick Mouratoglou Tennis Academy e a un corso di guida Amg ad alte prestazioni.
Gli investigatori hanno esaminato anche la provenienza delle risorse del Centro universitario sportivo. Tra il 2018 e il 2024 sui conti del C.U.S. Napoli sono affluiti oltre 6,67 milioni di euro di contributi pubblici. L’associazione beneficia, oltre che delle quote versate dagli iscritti per le attività sportive, di fondi provenienti dalle Università Federico II, Parthenope e L’Orientale, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, da FederCusi e dalla Figc.
I contributi pubblici e le differenze tra Cus e Csu
Dagli accertamenti sul Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, il Csu non risultava avere tesserati attivi, attività sportive, didattiche o formative né affiliazioni a federazioni o enti di promozione sportiva. Il C.U.S. Napoli risultava invece avere 2.724 tesserati ed essere operativo in numerose discipline e iniziative sportive.
L’inchiesta è partita dalla denuncia presentata il primo novembre 2024 dalla nuova presidente del Cus Napoli, l’avvocata Paola Del Giudice. Gli accertamenti della Guardia di Finanza avrebbero successivamente fatto emergere quelle che negli atti vengono definite «numerose e gravi anomalie ed irregolarità» nella precedente gestione finanziaria del Centro universitario sportivo di Napoli.
Elio Cosentino è stato per decenni uno dei dirigenti più longevi dello sport universitario napoletano. L’Università Federico II lo indica alla guida del Cus Napoli dal 1985, mentre le ricostruzioni storiche del Centro gli attribuiscono anche un precedente mandato tra il 1969 e il 1973. La sua gestione si è conclusa con il cambio di presidenza dell’ottobre 2024. Le contestazioni formulate dalla Procura si trovano nella fase delle indagini e dovranno essere sottoposte alle successive verifiche giudiziarie nel contraddittorio con le difese.




