I servizi sociali dovranno certificare il reinserimento
Un percorso a tappe, sottoposto al controllo dei servizi sociali, per arrivare al ricongiungimento della cosiddetta famiglia del bosco. Il via libera è arrivato dal Tribunale dei minorenni dell’Aquila. La decisione apre la strada al progressivo reinserimento dei tre figli di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, la coppia anglo-australiana che viveva nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti. Il ritorno con i genitori non sarà immediato: saranno i servizi sociali a seguire le diverse fasi e a certificare il reinserimento dei minori, con l’obiettivo di arrivare alla loro definitiva uscita dalla casa famiglia.
Il provvedimento che aveva separato i bambini dai genitori risale al 20 novembre 2025. In quella data il Tribunale per i minorenni aveva sospeso la responsabilità genitoriale di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, disponendo il collocamento dei tre figli in una casa famiglia. Per un primo periodo anche la madre era rimasta nella struttura insieme ai minori.
La situazione era cambiata il 6 marzo, quando un successivo provvedimento ne aveva disposto l’allontanamento sulla base delle relazioni dei servizi sociali. Nello stesso mese i legali della famiglia avevano presentato reclamo alla Corte d’Appello dell’Aquila, chiedendo la sospensione della decisione e la possibilità per Birmingham di tornare a vivere con i figli in attesa della conclusione delle perizie psicologiche disposte sui genitori e sui bambini.
La nuova abitazione e il percorso verso il ricongiungimento
Nel frattempo, già alla fine di novembre 2025 Nathan Trevallion aveva iniziato il trasferimento in una nuova abitazione completamente autonoma. La casa era stata concessa alla famiglia anglo-australiana in comodato gratuito per alcuni mesi, durante i quali avrebbero potuto essere effettuati i lavori di miglioramento del casolare nel bosco.
Ora arriva il via libera al percorso di ricongiungimento. Catherine Birmingham e Nathan Trevallion potranno tornare a vivere con i loro tre figli all’interno di un’abitazione, ma attraverso un reinserimento progressivo e sottoposto al monitoraggio dei servizi sociali. Sarà il completamento di questo iter a consentire ai minori di lasciare definitivamente la casa famiglia.




