Preso in un appartamento a Casavatore
Dopo quasi due mesi di ricerche, la fuga di Vincenzo Pagano è terminata in un’abitazione di Casavatore, in provincia di Napoli. Il 62enne, fratello del boss Cesare Pagano e ritenuto elemento di vertice del clan Amato-Pagano, era riuscito a sottrarsi all’arresto lo scorso 29 giugno.
Su Pagano pendeva un’ordinanza di custodia cautelare del gip che coinvolge complessivamente tre indagati. L’accusa è di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti di due fratelli, entrambi imprenditori edili, che dopo le pressioni subite avevano scelto di rivolgersi agli investigatori.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, le richieste non riguardavano soltanto somme di denaro: alle vittime sarebbe stata imposta anche la consegna di un’autovettura. Le prime condotte contestate risalgono a gennaio, mentre tra aprile e giugno la pressione sarebbe diventata più violenta.
I due imprenditori sarebbero stati colpiti con calci e schiaffi al volto per costringerli a pagare. Parte degli episodi è stata registrata dalle telecamere, fornendo alla polizia giudiziaria immagini della vicenda. Nel frattempo il 62enne, sfuggito alla cattura a fine giugno, avrebbe cambiato più volte abitazione per rendere più difficile la sua individuazione. Le ricerche sono proseguite per due mesi fino al blitz di ieri a Casavatore.
L’appartamento in cui è stato trovato sarebbe stato utilizzato anche come luogo di violente minacce nei confronti di imprenditori vittime di estorsione. L’operazione è stata condotta nell’ambito delle indagini dirette dal capocentro della Dia di Napoli, Antonio Galante, insieme ai militari dell’Arma di Casoria e coordinate dalla Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, con il procuratore aggiunto Michele Del Prete.




