Napoli e l’emergenza violenza giovanile: più sport, più educatori, più scuole aperte

Non basta intervenire dopo: bisogna costruire alternative alla strada

Quello che è accaduto qualche giorno fa a Ponticelli non può essere archiviato come l’ennesimo episodio di cronaca. Due ragazzini, compagni di scuola, ancora un coltello, ancora un giovane in ospedale. E ancora una volta abbiamo rischiato di piangere una vita spezzata e una bara bianca.

Napoli sta attraversando uno dei momenti più drammatici per la condizione dei suoi adolescenti e nessuno sembra accorgersene. Troppe armi, troppa violenza, troppa solitudine. E davanti a tutto questo non possiamo limitarci a contare i feriti e a indignarci dopo ogni tragedia.

Pubblicità

Ho letto con attenzione le parole della dirigente della scuola De Filippo, Concetta Stramacchia. Condivido il suo grido di dolore,e quando denuncia una scuola lasciata troppo sola nel compito di educare e proteggere i ragazzi. Ma proprio per questo non condivido la sua contrarietà all’utilizzo degli spazi scolastici da parte delle istituzioni alle associazioni del territorio. Anzi, penso esattamente il contrario: le scuole dovrebbero essere aperte fino a notte fonda.

Palestre, cortili, aule e laboratori devono essere vissuti, illuminati, frequentati. Più associazioni, più sport, più educatori, più presenza degli adulti. La scuola non è un’azienda privata: è un bene della comunità intera. E nei quartieri più fragili dobbiamo aprire le porte, non chiuderle.

Pubblicità

Lo sport di base come presidio di legalità

Oggi, per molti ragazzi, un allenatore, un istruttore, un educatore possono rappresentare un punto di riferimento persino più forte di tante istituzioni. Per questo lo sport di base non è semplicemente sport: è un presidio di legalità.

La situazione è troppo grave per continuare a procedere separatamente e in modo obsoleto. Chiediamo quindi un tavolo urgente con il Prefetto, il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il presidente della Regione e il sindaco di Napoli, per costruire una strategia concreta a sostegno dello sport di base e delle realtà associative che ogni giorno lavorano sul territorio.

E forse sarebbe arrivato anche il momento che una parte del mondo sindacale cominciasse a occuparsi con maggiore attenzione a queste dinamiche sociali sempre più preoccupanti. Perché la tutela dei giovani e delle comunità non può essere una responsabilità lasciata soltanto alla scuola o alle forze dell’ordine.

Dopo ogni accoltellamento ci chiediamo come sia potuto accadere. La domanda vera, invece, è: che cosa abbiamo fatto prima? Prima del coltello. Prima della violenza. Prima della strada. Perché un cancello chiuso di una scuola protegge un edificio. Una scuola aperta, vissuta e condivisa può provare a salvare una vita. E Napoli, oggi, ha bisogno di porte aperte e luci accese.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Bonus bollette e Tari, quattro sconti per le famiglie: chi può ottenerli

Agevolazioni sulle forniture di energia elettrica, gas e acqua Non soltanto luce e gas. Le famiglie che rientrano nei requisiti economici previsti possono beneficiare anche...

Ucraina, Meloni scuote Bruxelles su Kiev: «Basta andare in ordine sparso»

La premier contesta i tavoli diplomatici separati Basta diplomazie parallele e decisioni rinviate. Giorgia Meloni chiede all’Unione europea di assumersi le proprie responsabilità nei negoziati...

Ultime notizie

Manovra, nuove regole sugli aumenti dei magistrati. L’Anm: «Tutela delle retribuzioni per l’indipendenza»

Cambiano le regole degli adeguamenti e l'Associazione torna a lamentarsi Il governo mette mano agli stipendi dei magistrati. Tra le disposizioni della legge di bilancio...

Magnum, il colosso dei gelati apre le selezioni: opportunità in tre regioni

Offerte negli uffici, nella produzione e nel settore commerciale Il colosso dei gelati Magnum e Cornetto cerca personale in Italia, con opportunità di lavoro in...

Sorrento, l’ex sindaco Coppola torna a casa dopo quasi un anno e mezzo

Il Riesame di Napoli accoglie l’appello presentato dai difensori Dopo quasi un anno e mezzo trascorso tra carcere e arresti domiciliari fuori dalla Campania, Massimo...