Meloni: «Non accettiamo ultimatum né imposizioni dall’estero»
L’Italia non arretra sulla sicurezza dei confini e Sanchez passa alle ritorsioni. La Spagna introduce controlli sugli arrivi dalla penisola, ma Roma conferma che la misura resterà in vigore finché non saranno esclusi nuovi rischi legati all’immigrazione irregolare.
La risposta di Madrid scatterà alla mezzanotte di sabato e resterà in vigore fino al 7 settembre, con verifiche nei porti e negli aeroporti per i passeggeri provenienti dall’Italia. È la replica alla sospensione per un mese dell’accordo di Schengen alle frontiere con la Spagna, decisa dal governo italiano dopo l’ingresso di decine di migliaia di marocchini nell’exclave di Ceuta.
«La Spagna introdurrà controlli temporanei alle frontiere per i viaggiatori provenienti dall’Italia, in risposta alle misure analoghe imposte da Roma a seguito del massiccio afflusso di migranti a Ceuta», ha comunicato il ministero dell’Interno spagnolo, inserendo il provvedimento «nel contesto della persistente pressione migratoria irregolare» subita dall’Italia.
Meloni respinge le pressioni di Madrid
Giorgia Meloni aveva già escluso cedimenti di fronte alle minacce di ritorsione di Sanchez: «Non accettiamo ultimatum né imposizioni dall’estero», soprattutto quando sono in gioco «sicurezza nazionale» e «controlli alle frontiere». In vista della cerimonia per la tragedia di Marcinelle, la premier aveva aggiunto che «in Europa non c’è spazio alcuno per chi alimenta canali dell’immigrazione clandestina per avere manodopera a basso costo e rivedere al ribasso i diritti».
Palazzo Chigi non intende rivedere la decisione almeno fino al 15 agosto. Proprio quella data è indicata da un tam tam sui social in Marocco per un possibile nuovo tentativo di «entrare in Europa» attraverso Ceuta e Melilla, scenario che le stesse autorità spagnole hanno definito «credibile».
«Solo quando si avrà la certezza che non vi saranno rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia, che non vi sia una nuova ondata, che non ci siano migranti irregolari diretti verso il territorio europeo si potrà rivedere quanto già deciso», ha chiarito il governo, escludendo comunque qualsiasi «pregiudizio nei confronti di un Paese amico come la Spagna» e ricordando misure analoghe adottate in passato con la Slovenia.
La controffensiva spagnola
Sanchez contesta invece alla radice la scelta italiana, definita «senza precedenti nella storia recente», «ingiusta, contraria agli interessi dell’Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola». Secondo Madrid, Roma avrebbe agito con argomenti «pretestuosi e incompatibili» con Schengen «e con la verità».
Il governo spagnolo sostiene che almeno 70mila dei 72mila migranti entrati illegalmente a Ceuta siano già rientrati in Marocco e che, per lo status speciale della città autonoma, non avrebbero comunque potuto «entrare liberamente nell’area Schengen». Richiama inoltre Frontex per sostenere che l’Italia abbia registrato negli ultimi anni più attraversamenti irregolari della Spagna, «con cifre doppie», e accusa Roma di violare dal 2022 il Regolamento di Dublino, aumentando così la pressione migratoria sugli altri Stati membri.
«Nonostante questo, la Spagna non ha mai introdotto controlli per l’Italia», rivendica Madrid, ricordando anche di aver accolto parte dei migranti arrivati a Lampedusa nel 2023. La nota si chiude con l’auspicio che prevalgano «l’europeismo, il buon senso e la buona fede».
Piantedosi: «Vedremo dopo il 15 agosto»
Il caso divide anche maggioranza e opposizione. Nicola Fratoianni considera la decisione di Meloni «dettata solamente dalla propaganda per distogliere l’attenzione dei cittadini dai problemi che non riesce ad affrontare». Riccardo Magi di +Europa parla di una «mossa da bulla in stile Trump» diventata «un vero e proprio boomerang per il governo», mentre Carlo Calenda la giudica «inutile, ridicola e motivata solo da calcoli elettorali».
«Vedremo dopo il 15 agosto», ha replicato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, criticando «una reazione scomposta da parte della nostra opposizione perché forse non si può toccare un Paese a guida socialista».
La delegazione della Lega al Parlamento europeo invita invece Sanchez a «difendere i confini spagnoli ed europei dall’invasione dei clandestini», mentre Maurizio Gasparri chiude con un giudizio netto: «La Spagna merita un governo diverso».




