Nel plico anche accuse su presunte irregolarità nei diplomi
Grave intimidazione nei confronti del ministro Giuseppe Valditara. Al ministero dell’Istruzione e del Merito è stata recapitata una busta con un proiettile calibro 7,65 e un testo minatorio. Dietro l’invio, partito da Salerno e firmato da anonimi, compare anche un riferimento a presunte irregolarità nel rilascio dei diplomi da parte di scuole private della provincia salernitana.
La richiesta, contenuta in un foglio inserito nel plico, era quella di denunciare queste presunte anomalie. Ma la presenza del proiettile e le frasi rivolte al ministro hanno fatto scattare la denuncia, presentata ieri agli organi di polizia. Saranno ora gli investigatori a ricostruire provenienza e responsabilità dell’episodio. Dal ministero, intanto, viene fatta filtrare una prima valutazione: «Si pensa ad un gesto di uno squilibrato, essendo il testo farneticante», ha riferito il portavoce di Valditara.
Meloni: «Vili atti intimidatori»
La notizia ha provocato una serie di reazioni politiche. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso «piena solidarietà» al ministro, definendo il proiettile e la lettera «vili atti intimidatori che non possono trovare spazio in una democrazia». La premier ha inoltre manifestato fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e chiesto «una condanna netta e unanime da parte di tutte le forze politiche».
Dalla Lega, Matteo Salvini ha ricordato il lavoro svolto da Valditara alla guida del ministero e ha assicurato che «nessuna minaccia e nessuna intimidazione fermeranno il suo lavoro». Sulla stessa linea Antonio Tajani: «Se qualcuno pensa di fermare la nostra azione di Governo con le minacce e la violenza si sbaglia di grosso». Il leader di Forza Italia ha poi rivolto «un abbraccio» al ministro, dicendosi certo che non si farà intimidire.
La condanna arriva anche dalle opposizioni
La solidarietà ha attraversato anche lo schieramento politico opposto. Il presidente del Pd Stefano Bonaccini ha espresso vicinanza a Valditara e «piena fiducia nelle forze dell’ordine affinché facciano al più presto luce su quanto avvenuto», aggiungendo: «Basta con questo clima di intolleranza, odio e violenza».
Anche gli esponenti del M5s nelle commissioni Cultura di Camera e Senato hanno condannato l’accaduto. Pur ricordando le «dure critiche politiche» rivolte al ministro, i parlamentari pentastellati hanno ribadito che ogni forma di violenza «fisica o verbale» deve essere respinta con fermezza. Per il Movimento, resta da capire se si sia trattato del gesto isolato di «un singolo privo di lucidità» oppure di qualcosa di «più serio e pericoloso».




