Sanità, firmato il rinnovo per oltre 592mila dipendenti: aumenti fino a 240 euro

Al Pronto soccorso crescono le indennità specifiche

Il contratto nazionale della sanità 2025-2027 compie il primo passo con la preintesa firmata all’Aran da Agenzia e sindacati. Per oltre mezzo milione di dipendenti sono previsti aumenti, arretrati, nuove figure professionali e protezioni aggiuntive.

L’accordo, sottoscritto il 29 luglio, riguarda più di 592mila lavoratori del Servizio sanitario nazionale, tra infermieri, tecnici e amministrativi. L’incremento medio è di 209 euro lordi al mese e sale fino a 240 euro per gli infermieri. Cresce inoltre di 100 euro l’indennità specifica riconosciuta al personale dei servizi di Pronto soccorso. Gli arretrati ammontano a 1.226 euro per l’insieme del comparto e a 2.300 euro per gli infermieri.

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«Chi cura il Paese, merita cura. Abbiamo rinnovato il contratto del comparto sanità, a soli nove mesi di distanza dallo scorso rinnovo, confermando che chi ogni giorno si prende cura dei cittadini merita attenzione», afferma il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo. Per il ministro della Salute Orazio Schillaci l’intesa rappresenta «un ulteriore importante segnale di attenzione nei confronti di un settore strategico». «Vogliamo portare avanti la valorizzazione economica del personale con la prossima legge di bilancio», assicura.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni rivendica il rinnovo come il completamento del percorso relativo ai principali comparti della Pubblica Amministrazione per il triennio 2025-2027. «Chi lavora ogni giorno per garantire servizi essenziali ai cittadini merita rispetto. E il rispetto passa anche dal riconoscimento del valore del suo lavoro», afferma sui social.

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Per Meloni si tratta di «un risultato importante, che dà certezze a milioni di lavoratori pubblici e alle loro famiglie» e conferma la scelta di valorizzare chi serve lo Stato «con competenza, responsabilità e dedizione». «Per questo governo il lavoro di chi fa funzionare l’Italia merita attenzione, rispetto e riconoscimento. E continuiamo a dimostrarlo con i fatti», conclude.

L’Intelligenza artificiale entra nel contratto

Tra le novità c’è il debutto dell’Intelligenza artificiale nella disciplina contrattuale. Le aziende che intendano introdurre sistemi di IA o algoritmi automatizzati in grado di incidere sul rapporto di lavoro dovranno fornire preventivamente ai dipendenti un’informativa su finalità e ambiti di utilizzo, dati trattati, livello di cybersicurezza e possibili conseguenze sull’organizzazione del lavoro e sulla valutazione della performance.

Il limite indicato dall’Aran resta netto. «Il principio fondamentale è che la responsabilità di chi decide non può però essere delegata a un algoritmo», sottolinea il presidente Antonio Naddeo. Il contratto introduce anche nuove figure professionali, tra cui il responsabile cybersicurezza e il Disability manager, incaricato di favorire l’inclusione e le pari opportunità delle persone con disabilità nei luoghi di lavoro.

L’intesa rafforza inoltre le tutele su ferie e riposi e riconosce le condizioni particolarmente gravose attraverso un’indennità destinata a chi opera in specifiche unità, tra cui terapie intensive, emergenza-urgenza, malattie infettive, dialisi e assistenza domiciliare. Per il personale vittima di aggressioni sono previste assistenza legale, supporto psicologico e possibilità di ricorrere alle ferie solidali.

Sindacati favorevoli

La preintesa è stata raggiunta entro il periodo di vigenza del contratto e non a distanza di anni dalla scadenza. Per Naddeo questo dimostra che «il sistema della contrattazione pubblica può funzionare in modo tempestivo». Il comitato di settore regioni-sanità parla di «risultato importante», mentre i sindacati confederali esprimono soddisfazione. La Cgil sottolinea che gli aumenti salariali sono superiori all’inflazione; positivo anche il giudizio di Cisl e Uil Fp.

Più critiche le organizzazioni degli infermieri, che hanno comunque firmato. Per il Nursind «il personale del Pronto soccorso è stato penalizzato e mancano le tutele per il personale turnista». Nursing Up contesta invece l’assenza di un inquadramento per gli infermieri di famiglia e di comunità, «una lacuna che rischia di compromettere il futuro di Case e Ospedali di Comunità, che richiedono 20 mila professionisti».

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