Negrita: dalla provincia al mondo, trent’anni di rock che torna in tour

Dalla Toscana, hanno portato la loro musica in giro per il mondo

Nati a Marcena nei primi anni ’90, dopo una gavetta con lo pseudonimo «Gli Inudibili», i Negrita trasformano una serie di demo ignorati in un progetto solido grazie all’arrivo del bassista Franco Li Causi e all’intuizione del produttore Fabrizio Barbacci, che completa la formazione con Roberto «Zama» Zamagni e cambia il nome della band. Il debutto del 1994 li porta in tour per tutta Italia con l’album «Negrita», mentre il disco «Paradisi per illusi» segna la prima svolta creativa.

La consacrazione arriva con «XXX» (1997), registrato a New Orleans: «In un mare di noia», «Sex», «A modo mio» e, soprattutto, «Ho imparato a sognare», diventata colonna sonora del film «Tre uomini e una gamba», spingono il disco al platino e li catapultano dagli spazi dei club agli stadi. Da lì in avanti, la band attraversa decenni di cambi di stile, collaborazioni, tour internazionali e album che hanno scandito l’evoluzione del rock italiano, fino alle celebrazioni dei trent’anni e al nuovo progetto «Canzoni per anni spietati», che li conferma ancora una volta in pieno movimento.

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Il cambio di passo definitivo

Terminato il tour di «XXX», i Negrita si chiudono nell’Hollywood Garage, il loro studio ad Arezzo, per ripartire da zero. Nel 1998 tornano a collaborare con Aldo, Giovanni e Giacomo, firmando l’intera colonna sonora di «Così è la vita» e lanciando «Mama maé», che apre la strada a «Reset» (1999), il disco che introduce l’elettronica e vola al platino. Seguono mesi di concerti, singoli in rotazione e una nomination agli «MTV Europe Music Awards».

Nel 2000 la band torna ad «Arezzo Wave» e partecipa al progetto «Scuola di Rock», mentre prepara «Radio Zombie», anticipato da «Bambole» e accompagnato da un tour da oltre 200.000 presenze. Il 2003 porta il best of «Ehi! Negrita», il singolo «My Way» e l’ingresso a Sanremo con «Tonight», ma anche l’uscita del batterista Zama. La band non si ferma: con Paolo Valli alla batteria e «Magnolia» come tormentone estivo, chiude uno dei capitoli più intensi e trasformativi della propria storia.

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Il capitolo che li ha spinti oltre il confine

Nel 2004 i Negrita entrano in una fase di movimento continuo: Drigo presta la sua firma a Francesco Renga, la band omaggia Battiato con una versione energica di «Up Patriots to Arms» e poi vola in Sud America, dove il tour diventa anche un laboratorio creativo tra Salvador de Bahia e le sessioni in Spagna. A fine anno arriva «Sale», primo segnale della svolta latina che porterà a «Greta» e all’album «L’uomo sogna di volare», arricchito da collaborazioni che ampliano il loro linguaggio ritmico.

Il tour del 2005 esplode con «Rotolando verso sud», mentre la band torna sul palco del Primo Maggio con una cover di Jannacci e i suoi brani più iconici. Il disco supera le 100.000 copie, il videoclip di «Rotolando verso sud» conquista il «Premio Videoclip Italiano» e i Negrita approdano a «Rockpolitik» con Gabriel O’Pensador. Nel 2006 il progetto si apre ai mercati internazionali, la band partecipa a «Rezophonic» e riprende la strada con il «Verso Sud Tour», fino al documentario «Verso Sud», che racconta la loro metamorfosi tra viaggi, studio e palchi latini.

La corsa senza sosta tra club, cause sociali e nuovi orizzonti

Tra il 2007 e il 2009 i Negrita vivono una stagione nomade e febbrile: Pau e Mac portano nei club italiani il loro DJ set «Zona Bastarda», mentre la band attraversa l’Argentina e la Spagna per aprire i concerti della band argentina Bersuit Vergarabat, testando dal vivo brani ancora in forma embrionale. Nel 2008 scelgono di legare la propria voce a «Save the Children», reinterpretando con Juanes il brano «Minas piedras» per una campagna contro le mine antiuomo. Pochi mesi dopo arriva «Che rumore fa la felicità?», che apre la strada a «HELLdorado», un disco presentato in anteprima su Virgin Radio e subito certificato oro.

Il 2009 si accende con il videoclip di «Radio Conga», girato allo Stadio Olimpico, e un tour che li porta anche a Londra, prima della pubblicazione internazionale del disco e del singolo «Malavida en Bs. As.». «Gioia infinita» diventa uno dei brani più trasmessi dell’anno e spinge l’album al platino, mentre l’EP live dall’Atlantico e la partecipazione al progetto «Domani 21/04.2009» li confermano come una delle band più attive della scena italiana. L’estate li riporta sui palchi fino all’MTV Day, chiudendo un periodo di viaggi, impegno sociale e costruzione di una nuova identità sonora.

La decade dalle identità multiple

Nel decennio che segue il loro ritorno acustico, i Negrita sembrano muoversi come una band che non vuole mai restare ferma: prima riportano le loro canzoni nei teatri, spogliandole fino all’osso e recuperando vecchi brani che il pubblico non ascoltava da anni; poi trasformano quell’esperienza in «Déjà Vu», un disco che porta in studio la stessa intimità dei live. Pau sorprende tutti con un salto nel musical, vestendo i panni di Pilato al Sistina, mentre la band vola in Irlanda per registrare «9», un album che riaccende la loro vena più ruvida e li riporta nei club dove tutto era iniziato.

Seguono un live che cattura l’energia del Forum, una tournée che li porta da Londra a Tokyo e un viaggio nel deserto californiano che diventa «Desert Yacht Club», un disco pieno di polvere, luce e ripartenze. Nel 2019 arrivano Sanremo e una raccolta che celebra venticinque anni di strada, prima della pausa forzata della pandemia e del ritorno con «MTV Unplugged», che li ritrae ancora una volta in movimento, capaci di cambiare pelle senza perdere la loro voce.

Il nuovo ciclo tra anniversario, album e il Talk & Live 2026

Dopo aver riportato i loro classici nei club nel 2023, i Negrita hanno celebrato trent’anni di strada con un evento-manifesto all’Unipol Forum nel settembre 2024, durante il quale hanno presentato due brani nuovi, «Non esistono innocenti amico mio» e «Nel blu». Da quella serata è nato «Canzoni per anni spietati», anticipato da «Noi siamo gli altri» (17 gennaio 2025) e pubblicato il 28 marzo insieme alla versione estesa «Nel blu (Lettera ai padroni della terra)».

Nel 2026 la band torna a viaggiare con «Negrita Talk & Live», un tour acustico che mescola musica e racconto in sette tappe estive: Sordevolo (22 luglio), Passo del Tonale (26 luglio), Siena (29 luglio), Castiglione del Lago (30 luglio), Alba Fucens (31 luglio), Cervarese Santa Croce (2 agosto) e Genova (3 agosto). Sul palco ci saranno Pau, Drigo e Mac, affiancati da Giacomo Rossetti e Cristiano Dalla Pellegrina, con Gianmaurizio Foderaro nel ruolo di narratore.

Il brano scelto: «Non esistono innocenti amico mio»

Scritta durante la resurrezione pasquale del 2024, «Non esistono innocenti amico mio» è uno sguardo crudo su un mondo che si nasconde dietro maschere e scuse, dove la verità scivola sempre un po’ più lontano. È una canzone che non assolve nessuno: mette a nudo la responsabilità collettiva e ci costringe a guardare, in ogni sua sfaccettatura globale, ciò che preferiamo ignorare.

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