Arredi e macchinari saranno rimossi e potrebbero finire all’asta
Le forze dell’ordine hanno avviato lo sgombero del Grand Hotel La Sonrisa, il complesso di Sant’Antonio Abate reso noto dalla trasmissione Il Castello delle cerimonie e oggi acquisito al patrimonio del Comune.
L’intervento è scattato dopo che il termine concesso per lasciare spontaneamente la struttura era trascorso senza esito. Il Comune di Sant’Antonio Abate aveva ordinato a maggio la liberazione dei locali entro 60 giorni, ma alla scadenza dell’11 luglio il complesso risultava ancora occupato. Il gip di Torre Annunziata ha quindi disposto il sequestro, ravvisando il reato di invasione di terreni ed edifici e ritenendo necessaria la sottrazione coattiva dell’immobile al privato che continuava a occuparlo abusivamente. L’esecuzione del provvedimento, accompagnato dall’ordine di sgombero coatto della procura oplontina diretta da Nunzio Fragliasso, è stata affidata alla polizia municipale di Sant’Antonio Abate, con il supporto della polizia e dei carabinieri attraverso i rispettivi snodi di Castellammare di Stabia.
Nella prima fase delle operazioni le persone presenti sono state allontanate, mentre agli uffici e ai locali commerciali sono stati apposti i sigilli. Gli avvisi relativi al sequestro sono stati collocati anche all’ingresso principale del complesso. Lo sgombero proseguirà con la rimozione degli arredi e dei macchinari custoditi nella struttura, beni che potrebbero successivamente essere destinati alla vendita all’asta.
Dalla confisca allo sgombero coatto
Il provvedimento rappresenta l’ultimo passaggio di una lunga vicenda giudiziaria. Il Grand Hotel La Sonrisa è sotto confisca per lottizzazione abusiva in forza della sentenza del 14 giugno 2022. Due anni più tardi, in attesa del perfezionamento dell’immissione in possesso, il Comune aveva stabilito con una delibera un’indennità mensile per l’occupazione del complesso immobiliare. Ad aprile di quest’anno la Conservatoria di Napoli aveva poi trascritto gli immobili nel patrimonio del Comune di Sant’Antonio Abate, mentre a dicembre l’amministrazione aveva revocato la licenza di pubblico esercizio.
Nel maggio successivo era arrivato l’ordine di sgombero, con 60 giorni concessi per liberare i locali. Il termine è scaduto l’11 luglio senza che il provvedimento venisse eseguito. Per questo il gip ha ritenuto necessario procedere con la forza, disponendo la sottrazione dell’immobile a chi lo occupava abusivamente. L’impiego della forza pubblica era stato autorizzato già il 16 luglio dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
L’ordinanza comunale è stata impugnata davanti al Tar Campania, ma il ricorso non ha bloccato l’esecuzione. Non risultando fissata alcuna udienza, il provvedimento resta pienamente efficace e può essere portato a compimento.




