Il cambio al vertice non basta a chiudere i conti col passato
La nuova Giunta Fico promette la svolta, ma in Consiglio regionale c’è chi continua a difendere apertamente i dieci anni di governo De Luca. Il centrodestra attacca e mette in fila le contraddizioni di una maggioranza che vuole cambiare pagina senza rinnegare quella precedente, mentre treni insufficienti, stazioni degradate e interi territori aspettano ancora che la rivoluzione arrivi davvero sui binari.
- Sangiuliano promuove la svolta di Fico e presenta il conto all’Eav
- La Circumvesuviana più bella d’Europa, almeno nel paesaggio
- Il voto di fiducia
- Dal litorale domitio al Sannio, la Campania che resta a piedi
- Il Pd torna a Caldoro, Avs difende il lavoro sull’Eav
- Ventisei milioni per le opere in corso, il futuro può attendere
Sangiuliano promuove la svolta di Fico e presenta il conto all’Eav
La seduta monotematica sul Trasporto pubblico locale, presieduta da Massimiliano Manfredi e richiesta dai gruppi di centrodestra, si è aperta con l’affondo di Gennaro Sangiuliano: «In Campania il diritto alla mobilità, che costituisce uno dei diritti individuali e collettivi fondamentali, garantito sia dalla Costituzione che dai Trattati dell’Unione europea, sostanzialmente è negato, a seguito di una lunga crisi strutturale che dura da oltre un decennio e che si sostanzia in un servizio pessimo, un’offesa permanente a milioni di persone. Non solo in provincia e nella città di Napoli, ma su tutto il territorio della Campania».
Il capo dell’opposizione ha però riconosciuto al presidente Roberto Fico «un’importante azione di discontinuità» con la nomina di Pietro Diamantini, già manager dell’Alta Velocità di Trenitalia, ad amministratore unico dell’Ente Autonomo Volturno. «Questo lascia ben sperare. Il nostro auspicio è che la Regione possa recuperare nel settore dei trasporti e garantire ai cittadini un sistema di mobilità pubblica adeguato a una grande regione e a una città capoluogo diventata meta turistica internazionale».
La fiducia nel nuovo manager non cancella il conto aperto con il passato. La risoluzione del centrodestra impegna infatti la Giunta ad avviare uno studio trasportistico per valutare la realizzazione di una linea tramviaria attraverso la riconversione del tracciato ferroviario dismesso Cancello-Napoli e chiede che la nuova gestione Eav promuova, nei termini previsti dalla legge, un’azione di responsabilità nei confronti dei manager della precedente amministrazione.
Dopo un’accurata indagine interna, le eventuali criticità dovrebbero essere segnalate alla magistratura, mentre Regione Campania ed Eav dovrebbero costituirsi parte civile in tutti i procedimenti contro gli ex manager. Insomma, per l’opposizione la discontinuità non può esaurirsi nel cambio della targhetta sulla porta dell’amministratore unico.
La Circumvesuviana più bella d’Europa, almeno nel paesaggio
A difendere il decennio appena concluso è stato Luca Cascone, presidente della Commissione regionale Trasporti ed esponente di A Testa Alta. «Quando nel 2015 abbiamo iniziato questo immenso lavoro alla guida della Regione Campania, abbiamo trovato, per quanto riguarda i trasporti, un settore devastato e numerose aziende fallite. Negli ultimi dieci anni è stato fatto un grandissimo e lungo lavoro per risanare le aziende, investire sulle tecnologie, sul patrimonio rotabile, sugli abbonamenti degli studenti, grazie ai quali oggi 130mila studenti viaggiano gratuitamente, e sulla bigliettazione integrata». La conclusione è netta: «Questa è la verità di cui il centrodestra deve prendere atto».
Subito dopo, però, arriva l’ammissione che «oggi si può e si deve fare meglio per garantire servizi efficienti e di qualità». Il risanamento, dunque, viene dato per acquisito; l’efficienza resta ancora tra gli obiettivi.
Cascone ha indicato tra le priorità il rilancio della Circumvesuviana, definita «la più bella rete ferroviaria in Europa» perché attraversa luoghi di grande valore naturalistico, storico e culturale e territori densamente popolati. Per i pendolari, oltre alla bellezza del panorama, resta naturalmente importante riuscire a viaggiare con regolarità.
Il voto di fiducia
A contestare entrambe le mozioni è stato invece Giuseppe Barra, consigliere di Casa riformista-Italia Viva-Noi di Centro: «La mozione della mia coalizione non contiene alcun riferimento alla mancanza di trasporti che penalizza i cittadini dell’area a nord di Napoli, dove ci sono grandi città, da Giugliano a Frattamaggiore, a Casalnuovo, e non ci sono mezzi adeguati per raggiungere il capoluogo e per muoversi tra i Comuni». Barra ha definito questi territori «le vere aree interne della Campania» e, pur rilevando la «grave carenza», ha annunciato che il suo sarà «esclusivamente un voto di fiducia». Una fiducia concessa alla coalizione, dunque, più che al contenuto del documento.
Francesco Iovino, capogruppo di Riformisti e Moderati, Lista Cirielli, Ecr, ha invitato tutte le forze politiche a «ragionare in termini costruttivi» e a trovare una sintesi per realizzare «una strategia ampia e credibile», capace di dotare la Campania di un sistema integrato adeguato alle diverse realtà territoriali.
Nino Simeone, capogruppo di Roberto Fico Presidente, ha ricordato che la Giunta ha programmato «un investimento di un miliardo di euro», ma ha puntato il dito contro la ripartizione del Fondo nazionale per i trasporti: «La Campania ha meno chilometri ferroviari ma molte più stazioni e riceve meno risorse rispetto alla Lombardia, che ha più chilometri ma meno stazioni e quindi meno spese determinate dal personale». Il problema, secondo Simeone, deve essere affrontato nella Conferenza delle Regioni e portato dai consiglieri di centrodestra all’attenzione del Governo.
Dal litorale domitio al Sannio, la Campania che resta a piedi
Angela Parente di Forza Italia ha richiamato la «grave carenza di infrastrutture e di trasporti» del litorale domitio, chiedendo alla Giunta di garantire, nell’attesa degli interventi programmati, collegamenti sostitutivi su gomma. Il territorio, ha ricordato, non è interessato soltanto dagli spostamenti verso il mare, ma ospiterà presto anche la nuova Facoltà di Medicina.
Roberto Celano ha invece ricordato che «dal 2010 al 2013 ci sono stati i tagli più pesanti del Fondo nazionale dei trasporti», che costrinsero l’allora assessore Sergio Vetrella ad aumentare le tariffe dei titoli di viaggio. «Ora bisogna andare avanti e dimostrare di saper realizzare quel necessario cambio di passo di cui i cittadini campani necessitano».
Fernando Errico ha riportato il confronto sul Sannio: «Il diritto alla mobilità significa diritto al lavoro, allo studio e realizzazione del principio di uguaglianza e di pari opportunità tra le diverse parti del territorio». La provincia di Benevento, ha denunciato, vive una condizione di isolamento e chiede «ciò che le spetta». Tra le proposte avanzate, anche la realizzazione di una metropolitana regionale per collegare le aree interne.
Massimo Pelliccia, capogruppo di Forza Italia, ha ringraziato Fico e il vicepresidente Mario Casillo «per aver compreso la nostra posizione sull’Eav e aver messo in campo iniziative per realizzare un cambio di passo», ma ha contestato le scelte compiute tra le diverse linee: «È una pessima scelta togliere ai cittadini della tratta Napoli-Nola-Baiano per dare maggiore soddisfazione alla Napoli-Sorrento». La nomina di Diamantini, secondo Pelliccia, rappresenta «un primo passo» verso un trasporto pubblico funzionante.
Il Pd torna a Caldoro, Avs difende il lavoro sull’Eav
Maurizio Petracca, capogruppo del Partito democratico, ha riportato indietro le lancette fino alla Giunta Caldoro: «All’epoca del governo regionale Caldoro furono commessi errori politici catastrofici soprattutto per le aree interne». Petracca ha ricordato la chiusura della Benevento-Cancello e l’esclusione dell’Irpinia dall’Alta Velocità, chiedendo all’assessore Mario Casillo una strategia che tenga conto innanzitutto dei territori interni.
Rosario Andreozzi, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, ha sostenuto che «c’è stata una volontà politica di far fallire la Ctp, l’azienda più antica del Paese, che copriva l’area metropolitana di Napoli». Sull’Eav ha invece riconosciuto che «c’è stato un lavoro enorme, si poteva fare meglio, ma tanto si poteva fare». Andreozzi ha promosso la scelta del nuovo manager e chiesto di ricostruire «un nuovo patto con i lavoratori», eliminare i contenziosi e ristabilire un rapporto con la cittadinanza. «C’è bisogno di tempo, ma siamo sulla strada giusta».
Ventisei milioni per le opere in corso, il futuro può attendere
Il vicepresidente della Giunta e assessore regionale ai Trasporti, Mario Casillo, ha indicato senza giri di parole la priorità per la Circumvesuviana: «I treni». La Regione ha stanziato 300 milioni di euro per acquistare altri cinquanta convogli e prepara un investimento per il rifacimento delle stazioni, molte delle quali versano in condizioni di degrado e necessitano di interventi per garantire l’accessibilità alle persone con disabilità. Casillo ha parlato di «una rivoluzione» in corso grazie alla variante Cancello, destinata a portare tutti i treni regionali fino alla stazione dell’Alta Velocità di Afragola e a cambiare completamente il servizio.
La prima manovra della Giunta Fico ha aggiunto 26 milioni di euro al Fondo trasporti, ma le risorse serviranno soltanto a finanziare le opere già in corso e non quelle future. Anche le rivoluzioni, a quanto pare, devono rispettare i limiti del bilancio. «Milano spende un miliardo di euro all’anno per i trasporti, Napoli soltanto 200 milioni», ha sottolineato Casillo, chiedendo «una politica a livello centrale che consideri Napoli e il Mezzogiorno nel ruolo che meritano nell’ottica della crescita e dello sviluppo del Paese».
A chiudere il dibattito è stato Roberto Fico, che ha definito l’intervento di Casillo «etico», perché «privo di qualsivoglia elemento di propaganda», oltre che «molto politico, concreto e costruttivo». «Questa seduta, chiesta dall’opposizione, è molto positiva perché riguarda il trasporto pubblico, che è un diritto di cittadinanza fondamentale. Una rete ramificata ed efficiente è decisiva per lo sviluppo e per la crescita del territorio». Fico ha infine rivendicato la scelta di Pietro Diamantini, espressione di «un metodo che punta sulla qualità e sulla misurabilità dei risultati». I risultati, ha assicurato, arriveranno per garantire «un sistema di trasporto efficace ed efficiente».




