Napoli, gettoni delle Municipalità: il Comune accentra le verifiche

Il dossier sui compensi passa al direttore generale Granata

Un ufficio ad hoc dovrà passare ai raggi X i gettoni pagati ai consiglieri delle dieci Municipalità di Napoli. La decisione arriva mentre l’inchiesta della Corte dei conti sulle presenze nelle commissioni municipali si avvicina a un possibile snodo decisivo. Il fascicolo sui compensi incassati per partecipare alle commissioni non sarà più gestito separatamente dai singoli parlamentini.

Il Comune ha scelto di concentrare accertamenti e valutazioni in una struttura unitaria affidata al direttore generale Pasquale Granata, dopo che martedì il sindaco Gaetano Manfredi ha revocato gli incarichi ai dieci direttori delle Municipalità. I dirigenti, spiega Alessio Gemma su «Repubblica Napoli», sono stati immediatamente sostituiti per garantire la continuità amministrativa, ma ai nuovi responsabili non è stata assegnata la competenza sui gettoni finiti nell’indagine contabile. Palazzo San Giacomo tenta così di governare una situazione delicata, stretto tra gli accertamenti della Corte dei conti e il malcontento dei politici di quartiere, legati anche sul piano elettorale ai consiglieri comunali.

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L’inchiesta sulle commissioni municipali

La vicenda ha subito un’accelerazione con l’indagine del vice procuratore Ferruccio Capalbo, che da oltre un anno ricostruisce le modalità con cui venivano maturate le presenze e i relativi compensi. Tra gli episodi emersi figurano riunioni concluse in pochi minuti, consiglieri collegati con il telefono anche dalla spiaggia o dal bar e discussioni “fumose”, in un sistema che avrebbe consentito di massimizzare i gettoni.

Di fronte all’ipotesi di un danno erariale prodotto da compensi illegittimi, i dieci precedenti direttori erano pronti a chiedere la restituzione delle somme incassate nel 2016, limitando per ora l’intervento a una sola annualità per interrompere la prescrizione. La volontà era stata formalizzata in una lettera inviata il 10 luglio al sindaco, ma prima dell’avvio delle procedure Manfredi ha revocato tutti gli incarichi.

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La responsabilità della spesa contestata non è passata ai nuovi direttori. Granata guiderà direttamente la «struttura dedicata finalizzata, in luogo delle singole Municipalità, alla conduzione dell’istruttoria unitaria in materia di gettoni». L’ufficio dovrà ricostruire quanto avvenuto finora, verificare le attività amministrative e fissare criteri omogenei per i dieci parlamentini, stabilendo quali argomenti possano essere trattati dalle commissioni e quale sia il tempo minimo di presenza necessario per percepire il compenso.

La motivazione indicata negli atti è che «una puntuale verifica delle attività amministrative svolte sino ad oggi necessariamente deve essere affidata ad un soggetto terzo rispetto ai titolari della relativa funzione». La scelta assume quindi i contorni di un commissariamento circoscritto alla gestione e al controllo della spesa per i gettoni.

Restituzioni sospese in attesa della Corte dei conti

A Palazzo San Giacomo si attende ora di conoscere l’esito dell’inchiesta della Corte dei conti, che potrebbe essere vicina alla conclusione, per capire se scatteranno richieste di risarcimento e chi sarà eventualmente chiamato a pagare. Nell’immediato Granata non dovrebbe inviare diffide ai consiglieri municipali per ottenere la restituzione delle somme, diversamente da quanto avevano programmato gli ex direttori. A marzo, in una richiesta di parere alla Corte dei conti, Manfredi aveva richiamato «la buona fede dei consiglieri municipali».

La successiva risposta della sezione di controllo della Corte, organo distinto dalla Procura che conduce l’indagine, aveva però allarmato i dieci dirigenti poi rimossi. Secondo la loro lettura, l’orientamento dei magistrati contabili non avrebbe lasciato margini e avrebbe reso necessario accelerare il recupero dei gettoni.

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