Maurizio Gasparri interviene sul dibattito politico che coinvolge la Rai e il giornalista Sigfrido Ranucci, accusando le opposizioni di utilizzare il servizio pubblico come terreno di scontro in vista della prossima campagna elettorale.
In un’intervista al quotidiano La Verità, il presidente della Commissione Affari esteri e Difesa del Senato ha sostenuto che il comportamento delle opposizioni avrebbe una finalità prevalentemente propagandistica.
Secondo Gasparri, il rifiuto già annunciato dalle forze di opposizione rispetto alla nomina dei componenti di una commissione servirebbe a costruire la rappresentazione di un sistema privo di pluralismo e ostile alla libertà d’informazione.
Gasparri: «La narrazione su Tele Meloni è una bufala»
Il senatore ha respinto le accuse rivolte alla Rai e alla maggioranza di governo, definendo la narrazione su una presunta “Tele Meloni” una costruzione propagandistica.
A suo giudizio, il servizio pubblico avrebbe garantito negli ultimi anni un adeguato pluralismo, così come il resto del sistema televisivo italiano. Gasparri ha inoltre sostenuto che alcune reti riserverebbero ampio spazio alle posizioni delle opposizioni e che, anche all’interno della Rai, sarebbero presenti numerosi esponenti riconducibili ad aree politiche progressiste.
Il presidente dei senatori di Forza Italia ha ricordato anche la storia di Rai 3, richiamando il periodo in cui la rete veniva considerata espressione dell’area politica vicina al Partito comunista, mentre Rai 1 era associata alla Democrazia cristiana e Rai 2 all’area socialista.
Secondo Gasparri, nessuna rete del servizio pubblico dovrebbe essere considerata una sorta di proprietà esclusiva di una parte politica.
Le dichiarazioni su Sigfrido Ranucci
Nel corso dell’intervista, Gasparri ha espresso solidarietà a Sigfrido Ranucci per le aggressioni e gli attentati subiti, chiedendo che venga fatta piena luce su episodi definiti particolarmente gravi.
Allo stesso tempo, il senatore ha chiesto al giornalista di chiarire alcuni rapporti e alcune circostanze oggetto di discussione pubblica.
Gasparri ha fatto riferimento anche alle dichiarazioni rese da Ranucci in un’emittente concorrente nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio, chiedendosi perché la Rai dovrebbe garantire una tutela legale per affermazioni pronunciate al di fuori del servizio pubblico.
Secondo il parlamentare, la Rai dovrebbe svolgere verifiche interne, mentre la magistratura dovrebbe accertare rapidamente i fatti.
Rai e piattaforme digitali, la sfida dei prossimi anni
Gasparri ha affrontato anche il tema del futuro della Rai e della concorrenza con i grandi operatori digitali.
Il senatore ha riconosciuto che il servizio pubblico ha già avviato un percorso di trasformazione con il passaggio al digitale e con l’ampliamento dell’offerta informativa e di intrattenimento.
La sfida principale, a suo giudizio, riguarda però il rapporto con i grandi colossi della rete, come Amazon, accusati di operare in diversi settori economici beneficiando di un trattamento fiscale considerato sproporzionato rispetto a quello applicato agli operatori tradizionali.
Gasparri ha quindi auspicato una maggiore tutela del servizio pubblico televisivo e una tassazione più equilibrata per le grandi piattaforme digitali.
Tra le ipotesi indicate anche una più stretta collaborazione tra i servizi pubblici radiotelevisivi europei, con l’obiettivo di affrontare insieme la trasformazione del mercato audiovisivo e la crescente concorrenza internazionale.




