Dai lavori in via San Sebastiano al degrado in piazza del Gesù
Disordini nei luoghi della movida nel weekend, ma non per la vita notturna e le attività aggregative e ricreative. Venerdì notte una delle principali strade del centro storico da percorrere sia a piedi che in auto, la celebre via San Sebastiano, la strada conosciuta per i negozi di musica (ormai chiusi), quella che conduce a piazza Bellini, era interdetta per dei lavori sulla facciata di un edificio. Tra polvere e calcinacci, i giovani, i turisti e i passanti non hanno potuto godersi una passeggiata in tranquillità per paura di inalare materiali in polvere insalubri e di rischiare che residui di materiale o calcinacci cadessero loro in testa.
Poco distante dalla zona interdetta, in piazza del Gesù che qualche giorno prima era stata palcoscenico dei quattro leader nazionali del Campo Largo contestati da Potere al Popolo e dai disoccupati, diventa giaciglio dei clochard che riposano tranquillamente distesi in situazione di degrado sulle scale di una delle chiese più importanti di Napoli. Ma non finisce qui, perché sabato sera piazza Bellini è diventata impraticabile per turisti, giovani e gestori dei locali. Non per risse, coltelli o pistole, ma per la malagestione dei rifiuti e i blackout che continuano a invadere la città.

Già dopo le ore 13:00 di sabato i gestori dei locali hanno denunciato un tanfo proveniente dai cassonetti presenti in piazza, posizionati nei pressi delle mura greche. Pare che la puzza di pesce abbia reso invivibile la piazza per tutta la giornata.
Non si sa chi sia il colpevole, qualcuno attribuisce la responsabilità ai ristoranti della zona che dopo pranzo avrebbero potuto gettare gli scarti del pesce proprio in quei cassonetti. Il problema è che dalle 13 fino al giorno successivo, se non addirittura fino ad oggi, nessuno è passato a ripulire e ritirare i rifiuti.
Rifiuti e blackout a piazza Bellini: turisti e clienti costretti ad andare via
Ma non è stato l’unico disagio riscontrato, poiché dalle ore 21:00 di sabato sera, uno dei giorni in cui la vita notturna in quelle zone è più animata, c’è stato un completo blackout con tentativi di ripristino a intermittenza fino a notte inoltrata. Non sono bastati i tentativi vani dei gestori dei locali di ripulire la zona con prodotti per la pulizia quotidiana, né di dichiararsi aperti ai propri clienti. Anzi, ogni tentativo ha forse nel lungo termine solo peggiorato la situazione che con il caldo torrido ha aumentato il tanfo di pesce marcio fino a farlo arrivare ai piani più alti dei palazzi.
Turisti e giovani, durante tutta la. Giornata, si chiedevano se effettivamente i locali stessero lavorando o se fossero tutti chiusi, vedendo tutto spento. Molti degli avventori, turisti e giovani, hanno scelto di non trascorrere la serata in quelle zone, scappando via. Se il tentativo era quello di delocalizzare la movida e abbassare i decibel, con il degrado percepito negli ultimi tre giorni l’obiettivo è stato pienamente raggiunto.




