Caso Minetti, la Procura conferma il parere positivo alla grazia e smentisce gli scoop

La Pg di Milano: nessuna festa con sesso e droga

Presupposti confermati e ricostruzioni smentite. La Procura Generale di Milano chiude gli accertamenti sul caso Nicole Minetti respingendo i dubbi sollevati dal Fatto Quotidiano e trasmettendo la relazione al ministro della Giustizia. Il quadro ricostruito dagli uffici guidati dalla procuratrice Nanni chiarisce i passaggi contestati sulla vicenda adottiva, sulla posizione dell’ex consigliera regionale all’estero e sulle accuse relative agli ultimi anni.

Il punto centrale, in una nota, è netto: dagli accertamenti della Procura Generale di Milano «è emerso che tutti i presupposti per la grazia a Nicole Minetti sono stati confermati». Sul caso dell’adozione, viene precisato che, «in particolare», e «contrariamente a quanto riportato sul Fatto Quotidiano», il «decesso in circostanze non chiare non riguarda il legale dei genitori del figlio adottivo». Secondo la Procura Generale, infatti, «si tratta del legale di quest’ultimo, favorevole alla adozione».

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La stessa nota chiarisce che nel procedimento «non vi è stata alcuna battaglia legale», perché non si sono costituiti «i genitori naturali, rappresentati dal difensore di ufficio», mentre è risultata «da sempre irreperibile la madre biologica del minore».

Sul decesso del legale del minore, il Procuratore della Repubblica in Uruguay ha riferito «che non vi sono ipotesi di reato». Dagli accertamenti, inoltre, «non emergono irregolarità nel procedimento di adozione riconosciuto in Italia dal Tribunale per i Minorenni di Venezia». La Procura Generale aggiunge che «non vi sono segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay ed in Spagna di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani».

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Le smentite agli scoop e alle accuse

La relazione conferma anche «il grave quadro sanitario del minore in cura al Boston Children’s Hospital che richiede la presenza della madre in occasione dei controlli e terapie». Viene inoltre confermato «il previo consulto presso strutture ospedaliere di Cleveland e New York, oltre che in Italia».

Un altro passaggio riguarda la vita di Nicole Minetti negli ultimi anni: secondo la Procura Generale, risultano confermati «il volontariato in Italia e la presenza pressoché stabile in Italia di Nicole Minetti a far tempo dal gennaio 2024 e per tutto il 2025, salvo rientri per brevi periodi in Uruguay».

Nanni sottolinea poi che «risultano smentite da numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive, nonché dalle dichiarazioni rese ai Carabinieri da persone informate sui fatti, le affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni».

Quelle affermazioni, prosegue la ricostruzione, erano state «rese originariamente al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice, dapprima con modalità anonime ed in seguito con indicazione del proprio nominativo».

La relazione inviata al ministro della Giustizia

La Procura Generale chiarisce anche perché non si è proceduto ad accertamenti mediante rogatoria internazionale. Nanni spiega che «non si è proceduto ad accertamenti mediante rogatoria internazionale in quanto il trattato di cooperazione giudiziaria in materia penale tra Italia ed Uruguay, ratificato con legge n. 45 del 22 aprile 2022, è finalizzato all’acquisizione di prove o elementi di prova nel corso di un procedimento penale».

Conclusa la raccolta delle informazioni richieste, la procuratrice afferma che «le risultanze sono state riassunte ed illustrate nella relazione redatta da questa Procura Generale trasmessa in data odierna al Ministro della Giustizia unitamente agli atti ed ai documenti acquisiti». La trasmissione, viene spiegato, è stata effettuata «al fine di consentire al Ministro della Giustizia ed al Presidente della Repubblica di assumere le determinazioni di rispettiva competenza».

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