Napoli, de Magistris attacca Manfredi: «La città non è governata, manca la competenza»

L’ex sindaco a ilSud24.it: «Cronica incapacità di ascoltare, mediare e decidere»

Cinque ordinanze anti-movida in meno di sei mesi. Lo stop agli artisti di strada, l’addio ai tradizionali chioschi sul lungomare in vista dell’America’s Cup, l’arrivo di nuovi chioschi in piazza Garibaldi, strade riasfaltate e nuovi dehors a Mergellina. Sono solo alcune delle iniziative portate avanti dall’amministrazione guidata da Gaetano Manfredi, il cui mandato si concluderà il prossimo anno. In vista delle prossime elezioni comunali, è già stato annunciato uno dei suoi sfidanti: l’ex sindaco Luigi de Magistris, che ha risposto a ilSud24.it ad alcune domande sull’operato dell’amministrazione Manfredi e sul futuro della città.

Cinque ordinanze anti-movida in meno di sei mesi: non sarebbe più utile un regolamento stabile invece di continui provvedimenti temporanei? Come si può conciliare la vivibilità dei quartieri con le esigenze della movida?

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«Il Sindaco Manfredi è alla fine del suo mandato, ad ottobre sono passati i cinque anni, e non è stato in grado, insieme alla sua squadra, di governare nulla. Ora tenterà, a pochi mesi dal voto, di promettere e mettere in campo denaro pubblico con cui raccogliere consenso politico. Manca però la politica, quella competente e coraggiosa, manca la conoscenza del territorio, la voglia e la capacità di risolvere i problemi e valorizzare le risorse della città. La sua cronica incapacità di ascoltare, mediare e decidere crea un conflitto inaccettabile tra commercianti e residenti. Non si governa con ordinanze di questa specie che sono illogiche e dannose».

«Si programma, si pianifica, si media, si propone, si decide, si attua e si controlla. Ho le idee molto chiare su quello che si deve fare, perché ascolto e parlo con le persone e tutte le realtà del territorio. Tra i primi atti, appena assumeremo il governo della città, vi sarà la regolamentazione dell’intero settore in modo da garantire la convivenza tra tutti i diritti costituzionali interessati alla questione movida. Manfredi va fermato perché sta bruciando tutte le belle energie di questa città e sta mettendo i napoletani gli uni contro gli altri, creando tensioni e insicurezza a tutti i livelli».

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Il tema, oltre a toccare le attività commerciali, coinvolge anche i giovani e gli artisti di strada. Cosa si potrebbe fare di più per gli artisti di strada e nell’ambito delle politiche giovanili?

«Per i giovani non c’è nessuna politica dell’amministrazione comunale, un vero delitto perché furono invece i protagonisti principali della rivoluzione “arancione” del 2011 e del 2016. E lo saranno nuovamente tra qualche mese. Non sarà un sindaco dei poteri forti a narcotizzare una città».

«Nel programma che scriveremo, che sarà reso noto al momento giusto, dopo un lavoro di ascolto e partecipazione dal basso, si toccheranno tutti i punti necessari per rendere concreti i diritti dei giovani e realistici i sogni per una Napoli sempre più a dimensione giovanile. Per gli artisti di strada Manfredi è stato addirittura capace di cancellare tutto quello che di buono era stato fatto, ha impegnato giuridicamente l’amministrazione comunale ad arrestare violini e guarattelle, invece di contribuire a disarmare la città».

Piazza Garibaldi resta segnata da degrado e problemi di decoro urbano. Manfredi lì ha inaugurato sei nuovi chioschi, saranno sufficienti a rilanciare il principale biglietto da visita di Napoli?

«Dopo cinque anni del suo mandato realizza male una piccola parte di un bellissimo progetto pronto da anni, frutto di un lavoro partecipato enorme, che avevamo lasciato in “dote” a chi veniva dopo di noi. È stato capace di distruggere anche la riqualificazione di piazza Garibaldi. Basta vedere in che condizioni versano le aree che furono consegnate alla città, a cominciare dall’agorà pubblica destinata alle attività culturali».

La chiusura dei chioschi di Mergellina e il progetto di nuovi chioschi sul lungomare rappresentano una riqualificazione dell’area o una scelta discutibile?

«Ricordiamo sempre, perché la verità è rivoluzionaria, la paternità del lungomare liberato, anno 2012, così come il progetto di riqualificazione del medesimo, durante il mio secondo mandato, con tanto di finanziamento. Manfredi ha rallentato tutto e peggiorato quanto stavamo realizzando. Così come avevamo programmato, con l’ascolto di tutte le realtà del territorio, la riqualificazione del borgo di Margellina e del molo Luise, puntando su riqualificazione, decoro e anche salvaguardia delle realtà storiche».

Tutte queste cose sono frutto di una gestione contestabile e contestata di una città già difficile. Secondo la tua esperienza da sindaco, quali sono le contestazioni, le migliorie e gli interventi da mettere in campo per costruire una città in linea con il sentimento comune e con le esigenze dei napoletani?

«In questo momento la città non è governata, lo vediamo in tutti i campi, dalla sicurezza alla movida, dalla cultura al turismo, dal commercio al diritto alla casa, dalla mobilità ai servizi. Manfredi si è costruito una carriera politica sulla pelle dei napoletani ed è stato il garante di poteri che hanno messo famelicamente le mani sulla città. Noi stiamo costruendo, dal basso, un programma totalmente alternativo che mette al centro Napoli, i napoletani, la giustizia sociale, economica ed ambientale, l’uguaglianza e la solidarietà, nonché l’attuazione di tutti i diritti costituzionali. Metteremo Napoli nuovamente in sicurezza, fermando la scellerata consegna della città ai poteri forti, facendolo con guida salda e con le mani pulite, con un lavoro di squadra per la città e non contro la città».

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