Sistema Sorrento, altre 7 persone in arresto. Sequestri per Coppola e Guida

Appalti, eventi e concorsi al centro del fascicolo

Nuovo capitolo giudiziario per il cosiddetto «sistema Sorrento». Dopo gli interrogatori preventivi di aprile, il gip del Tribunale di Torre Annunziata ha disposto sette arresti domiciliari e due divieti di dimora in Campania per ipotesi legate ad appalti e concorsi pubblici.

A eseguire l’ordinanza sono stati i militari della Guardia di finanza di Torre Annunziata, su provvedimento emesso dal gip su richiesta della Procura della Repubblica. L’indagine riguarda procedure gestite dal Comune di Sorrento tra il 2022 e il 2024: gare, affidamenti e concorsi per l’assunzione di dipendenti comunali.

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I destinatari delle misure sono sottoposti a indagini, a vario titolo, per corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti e turbata libertà di scelta del contraente. Il provvedimento cautelare arriva dopo gli interrogatori preventivi del 16, 17 e 22 aprile scorso, svolti nei confronti di 15 indagati, a fronte di una richiesta di applicazione di misure cautelari formulata dalla Procura nei confronti di 21 soggetti. Le ulteriori indagini sono state condotte dalla compagnia della Guardia di finanza di Massa Lubrense e coordinate dalla Procura di Torre Annunziata.

Le misure e le procedure contestate

Agli arresti domiciliari sono finiti un dirigente del Comune di Sorrento, un funzionario amministrativo dello stesso ente, un commercialista già consigliere comunale, due imprenditori, un giornalista componente delle commissioni giudicatrici del Comune e un barbiere.

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Il divieto di dimora in Campania riguarda invece un ingegnere e un imprenditore. Nel complesso, l’ordinanza fa riferimento a 11 capi di imputazione: sette ipotesi di corruzione e quattro di turbata libertà degli incanti e/o turbativa della libertà di scelta del contraente.

Le contestazioni attraversano diversi settori dell’attività amministrativa. Riguardano la promozione del brand Sorrento, affidata alla ditta individuale Comunicando, per corruzione propria; la promozione del brand Sorrento Asia Europa Italia, affidata a Kidea srl, per corruzione propria e turbata libertà degli incanti; il progetto servizi demografici, affidato a Civico srl, per corruzione.

Nel provvedimento rientrano anche la fornitura e posa in opera delle panchine smart, affidata alla Hap Digital srl; l’adeguamento tecnologico del Teatro Tasso, affidato al Consorzio Stabile Valore Assoluto; la gestione del Teatro Tasso, affidata all’Ufficio K srl; l’adeguamento e la riqualificazione dello stadio Italia di Sorrento.

Altri capitoli riguardano il concorso per un posto di istruttore amministrativo al Comune di Sorrento e due manifestazioni: «Torna a Surriento» e «M’illumino d’inverno», entrambe affidate alla Fenice e contestate per turbata libertà degli incanti.

Le posizioni degli altri indagati

La Procura aveva chiesto misure cautelari anche per altri 12 indagati, sei dei quali destinatari di interrogatorio preventivo. Si tratta di due dirigenti del Comune di Sorrento, sette imprenditori, due dipendenti comunali e un funzionario dell’ente con ruolo di Rup nelle procedure.

I sette imprenditori rispondono di corruzione e turbata libertà degli incanti in relazione all’adeguamento tecnologico del Teatro Tasso, affidato al Consorzio Stabile Valore Assoluto; all’edificio in località Priora, affidato a Unyon consorzio stabile scarl; e alla promozione del brand Sorrento Asia Europa Italia, affidata a Kidea Srl.

Per i due dipendenti comunali l’ipotesi è di corruzione in relazione al concorso per due posti di istruttore tecnico e al concorso per quattro posti di istruttore di vigilanza al Comune di Sorrento.

Ai due dirigenti comunali viene contestata la turbata libertà degli incanti per lo stadio Italia, la promozione del brand Sorrento affidata alla ditta individuale Comunicando, il progetto servizi demografici affidato a Civico srl e la promozione del brand Sorrento Asia Europa Italia affidata a Kidea srl.

Il funzionario comunale con ruolo di Rup risponde invece di corruzione e turbata libertà degli incanti in relazione allo stadio Italia e all’edificio in località Priora, affidato a Unyon consorzio stabile scarl.

Le misure non accolte

Il gip non ha accolto tutte le richieste della Procura. Nessuna misura coercitiva è stata emessa per due dirigenti comunali, uno dei quali già destinatario di misura interdittiva, entrambi cessati dalle funzioni al Comune di Sorrento. Stessa decisione per un altro indagato, referente di una delle imprese ritenute partecipi degli accordi corruttivi e già destinatario di misura coercitiva poi revocata.

Per queste posizioni, il giudice ha ritenuto integrati i gravi indizi di colpevolezza, ma non le esigenze cautelari.

Nell’ordinanza, il gip scrive che «il metodo della collusione, degli accordi tra pubblici ufficiali, faccendieri e imprenditori, delle rivelazioni di notizie per condizionare l’azione amministrativa» era, per alcuni indagati, «una modalità di gestione di relazioni ed attività professionali e/o imprenditoriali», non soltanto un fatto limitato alle gare e agli affidamenti presso il Comune di Sorrento nell’era Coppola.

Stadio Italia, sequestro respinto

Un altro fronte riguarda lo stadio Italia, impianto sportivo del Sorrento Calcio. La Procura aveva chiesto il sequestro preventivo della struttura per turbata libertà degli incanti e turbata libertà di scelta del contraente in relazione all’appalto dei lavori di riqualificazione, del valore di oltre 5,4 milioni di euro.

Secondo l’accusa, l’appalto sarebbe stato condizionato attraverso l’artificioso frazionamento della progettazione e dell’esecuzione, così da non superare la soglia di rilevanza europea e consentire l’affidamento diretto. La gara sarebbe rimasta nella gestione del Comune di Sorrento come stazione appaltante, con l’obiettivo di veicolarne il risultato. Un ulteriore profilo riguarda la consegna degli elaborati progettuali agli imprenditori preselezionati prima dell’indizione della procedura, sulla base dell’accordo illecito.

Il gip ha ritenuto integrato il delitto di turbata libertà degli incanti per il conferimento degli incarichi di progettazione. Sul punto viene richiamata anche l’Anac, che aveva ravvisato «la violazione del divieto di artificioso frazionamento dell’appalto». La suddivisione della progettazione tra tre professionisti, si legge nell’ordinanza, aveva consentito di ricorrere all’affidamento diretto per ciascun incarico, mentre il cumulo degli importi avrebbe comportato «il superamento della soglia di rilevanza europea».

La richiesta di sequestro preventivo dello stadio Italia è stata però rigettata. Il gip ha respinto la misura perché riferita alla turbativa d’asta della gara di affidamento dei lavori relativi all’impianto, ipotesi per la quale «non sono stati raggiunti gravi indizi di colpevolezza».

I sequestri preventivi

Contestualmente, la Guardia di finanza sta eseguendo un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente, disposto dallo stesso gip su richiesta della Procura di Torre Annunziata. Il provvedimento riguarda l’ex sindaco di Sorrento Massimo Coppola e Raffaele Guida, indicato come suo braccio destro e conosciuto come «il sensitivo».

Le somme ammontano a 199.938 euro per Coppola e a 171.167 euro per Guida. Quest’ultimo importo era già stato oggetto di un precedente sequestro probatorio. Secondo la Procura, si tratta del provento delle condotte di corruzione contestate ai due in relazione alle procedure ad evidenza pubblica indicate nella prima ordinanza di custodia cautelare di luglio 2025.

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