Dal caso Report ai sondaggi, cresce il clima da campagna elettorale
Il caso «Report» e le menzogne del trio delle meraviglie: Ranucci, le false scuse da lui presentate a Nordio nella puntata del suo programma, durante la quale si è anche inventato una fasulla verifica in corso – della serie: prima ti ammazzo, poi ti chiedo scusa – della notizia falsa già data nel corso dell’ospitata a «Carta Bianca», di Berlinguer su Rete 4, e Mackinson sul «Fatto Quotidiano», contro il ministro della Giustizia Nordio circa la grazia all’ex consigliera regionale lombarda del Pdl, Minetti.
La fuga di notizie sul caso Monte Paschi
La sparata sulla prima del «Corsera» dei nominativi di 9 parlamentari, fra cui due ministri – compreso quello delle Finanze, Giorgetti – due viceministri e un sottosegretario, dei quali la Procura di Milano ha richiesto al Parlamento il via libera per l’utilizzazione dei loro messaggi con il direttore generale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Sala. In pratica, l’ennesima eclatante fuga di notizie che, ancora una volta, ruota attorno a un’inchiesta che investe il Monte Paschi di Siena, che – i lettori certamente se ne ricordano – riporta alla mente quella dell’avviso di garanzia recapitato via «media» all’allora presidente del Consiglio Berlusconi.
Il che suscita, almeno, una domanda inquietante a livello di riservatezza personale e individuale dei cittadini. C’è da chiedersi, infatti, chi abbia girato al giornale di via Solferino la comunicazione inviata al Parlamento – come hanno chiarito i diretti interessati – dai pm milanesi con assoluta riservatezza, addirittura con la richiesta di autorizzazione di cui sopra inserita in doppia busta sigillata e consegnata personalmente – da chi? – a un ufficiale della Guardia di Finanza. Sono sincero: mi è difficile pensare che il postino possa essere stato quest’ultimo. Altrimenti ci sarebbe da temere anche per la riservatezza delle questioni personali fra istituzioni pubbliche e cittadini, che le prime dovrebbero garantire.
La foto della premier e lo scivolone di Giannini
E poi la nuova foto della premier in sottoveste, realizzata con l’intelligenza artificiale, ma fatta passare per autentica da qualche odiatore buontempone e ostile, per gettare altro fango su di lei e sul governo di centrodestra. Foto rilanciata e denunciata, peraltro, dalla stessa Meloni sui propri account. Ma ancora più inaccettabile è lo squallore messo in mostra dall’ex direttore de «La Stampa», Giannini, che a «DiMartedì» su La7, prima di criticare la Meloni e il Governo, ha dimenticato di collegare la bocca con il cervello e ha offeso milioni di disabili, definendo il governo «inutile come un anziano su una sedia a rotelle». Ma cosa c’entra tutto questo con politica, democrazia, economia e sviluppo del Paese?
Assolutamente nulla, ma relativamente agli interessi elettorali della sinistra in vista delle politiche dell’anno prossimo, tantissimo. Il campo(santo) pensa di poterle vincere gettando fango e spargendo accuse e menzogne su quanti «osano» pensarla diversamente da loro.
La strategia del fango verso il 2027
Sicché non ci vuole molto a comprendere come tutto quanto avvenuto in questo inizio di maggio non rappresenti che l’anticipo di ciò che aspetta gli italiani da qui all’appuntamento con le urne del 2027. E a chi volesse averne conferma basterebbe confrontare i dati dei risultati del sondaggio settimanale del TgLa7 condotto da Mentana e il modo in cui gli stessi risultati siano stati rilanciati dalla cosiddetta grande stampa di disinformazione che, guarda caso, da un po’ aveva perso di vista i sondaggi, ma stavolta li ha riscoperti in grande stile. Facendo diventare il balletto degli zerovirgola più o meno del centrodestra una sorta di travolgente valzer viennese e quelli del centrosinistra la dimostrazione dell’inversione di marcia dei cittadini.
E qualcuno ha addirittura già preconizzato e solennemente annunciato il ritorno al governo del campo(santo), per cui Schlein, Conte e compagnia cantando stanno già litigando su come distribuirsi poltrone che ancora non hanno. Eppure il consenso degli italiani per il governo è cresciuto dal 40% dell’immediato post referendum al 41% di oggi, mentre quello per la Meloni è salito dal 40% di fine marzo al 42% attuale, e FdI, con il 26,2%, resta sempre il più votato e al di sopra del 26% delle politiche ’22. Insomma, i giochi sono tuttora apertissimi e il centrodestra, checché ne dicano lorsinistrati del campo minato, non ha ancora perso, anche se il rischio, comunque, c’è e bisognerà fare attenzione a non cadere nelle trappole che il centrosinistra di certo non si farà scrupolo di porre sulla strada di Meloni e del centrodestra.
Decreto lavoro, salario giusto e apertura della Cgil
Non si può, però, non sottolineare che qualcosa di positivo si è anche verificato: l’approvazione del decreto lavoro che prevede il «salario giusto», al quale potrebbe aprire anche la Cgil. Landini, infatti, sembra voler finalmente rinsavire e ha dichiarato che salario minimo e salario giusto possono coesistere. Aprendo al secondo, che tiene conto del Trattamento Economico Complessivo, ovvero di tutte le voci che partecipano a formare la retribuzione. In pratica, si tratta di mettere a punto una cornice entro la quale devono essere calcolate tutte le retribuzioni minime. Cosa che, in fondo, il governo ha già previsto di fare.




