Richieste fino a 60mila franchi
Le cure ai ragazzi italiani feriti nel rogo del Le Costellation diventano un caso: l’ospedale di Sion ha inviato le fatture a tre famiglie coinvolte nell’incendio avvenuto a Crans Montana, in Svizzera. Le richieste, emesse dalla struttura sanitaria del Cantone Vallese, riguardano le spese sostenute per le cure nei giorni immediatamente successivi alla tragedia. Gli importi indicati sono compresi tra i 15.000 e i 60.000 franchi svizzeri.
Si tratta di atti amministrativi che hanno sollevato perplessità tra i legali delle vittime. L’avvocato Domenico Radice, che assiste alcune delle persone coinvolte, definisce l’invio delle fatture «inopportuno». «In linea generale riteniamo che le spese debbano essere a carico delle autorità svizzere, anche considerate le presunte responsabilità pubbliche finora emerse, e proprio per questo l’invio delle fatture poteva essere evitato», spiega il legale.
Della vicenda si sta occupando in queste ore l’ambasciata italiana a Berna. L’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado ha chiarito che «le autorità cantonali hanno sempre detto che nulla è dovuto dalle famiglie italiane e quindi le spese di cura dei feriti sono a carico delle autorità locali». Nonostante questa posizione, il rappresentante diplomatico ha annunciato ulteriori verifiche: «Chiederò comunque chiarimenti e ho già fissato un incontro per il 24 aprile prossimo con il presidente del governo del Vallese Mathias Reynhard».



