Affondo su Lido Azzurro e rottamazione quinquies
Una città «tenuta all’oscuro» su passaggi amministrativi delicati. È l’accusa lanciata da Oplonti Futura contro l’amministrazione comunale di Torre Annunziata, chiamata in causa per la gestione comunicativa di due partite ritenute decisive. Il movimento sostiene che non si sia più davanti a episodi isolati, ma a «un metodo consolidato»: comunicati «autocelebrativi», privi di chiarezza sostanziale e costruiti, secondo Oplonti Futura, «per nascondere più che per informare».
Il caso Lido Azzurro
Il primo riferimento è alla sentenza con cui il TAR ha respinto il ricorso della società Villa Savoia, confermando la decadenza della concessione balneare del Lido Azzurro. Per Oplonti Futura si tratta di «un passaggio delicato e gravido di conseguenze per la città», perché riguarda «uno stabilimento storico, simbolo identitario e presidio economico e sociale del territorio oplontino».
La critica investe il modo in cui il Comune ha commentato la decisione. Secondo il gruppo, l’amministrazione si sarebbe limitata a rivendicare la legittimità del proprio operato senza chiarire quale futuro attenda la struttura. Nel mirino finisce anche il riferimento a possibili soluzioni per consentire l’apertura dello stabilimento: Oplonti Futura osserva che non è stato spiegato «attraverso quali strumenti giuridici o amministrativi ciò dovrebbe avvenire».
Il gruppo consiliare guidato da Lucio D’Avino e Marco Russo evidenziano inoltre la possibilità che la controparte impugni la sentenza, anche con una eventuale istanza cautelare di sospensione. Un elemento che, secondo il gruppo, rende ancora più insufficiente una comunicazione ritenuta «superficiale, opaca e tecnicamente inconsistente».
Il nodo della rottamazione quinquies
La seconda vicenda riguarda la cosiddetta «rottamazione quinquies». Oplonti Futura contesta l’annuncio con cui il Comune ha comunicato l’impossibilità di aderirvi, parlando della rinuncia a una misura che avrebbe potuto costituire «un’opportunità concreta e vantaggiosa tanto per l’ente quanto per la collettività».
Anche in questo caso, il gruppo denuncia la mancanza di spiegazioni tecniche adeguate e di un chiarimento sulle effettive motivazioni ostative. Grave quanto avvenuto in commissione consiliare dove l’assessore competente, secondo Oplonti Futura, si sarebbe limitato a dichiarazioni «vaghe, confuse e prive di fondamento», evocando una presunta «definizione agevolata alternativa» mai resa comprensibile. Per il gruppo, così si svilisce il confronto democratico e si priva cittadini e consiglieri degli strumenti necessari per valutare le scelte amministrative.
La richiesta di trasparenza
Oplonti Futura allarga il giudizio al rapporto tra amministrazione, opposizione e città. Il quadro descritto è quello di una Torre Annunziata in cui l’opposizione non viene coinvolta né aggiornata sui processi decisionali e in cui la trasparenza resta, si legge, «mera enunciazione formale». Da qui la richiesta di «informazioni chiare, complete e veritiere» e di un’amministrazione che «spieghi, motivi e si assuma la responsabilità delle proprie scelte, senza rifugiarsi dietro comunicati vuoti e fuorvianti».
Infine si fa appello alla «trasparenza amministrativa» con la richiesta di coinvolgere Oplonti Futura nei tavoli decisionali quando si affrontano questioni che generano allarme sociale e incidono direttamente sulla comunità, in quanto portatrice «delle istanze dei cittadini e del loro diritto ad essere informati e rappresentati».




