Castellammare di Stabia, sequestrato un cantiere navale abusivo

Sigilli a un’area di 1.500 metri quadrati

Un cantiere navale completamente abusivo è stato sequestrato nell’area di Varano, a Castellammare di Stabia, nell’ambito delle indagini sull’inquinamento del fiume Sarno coordinate dalla Procura di Torre Annunziata e dalla Capitaneria di porto.

Il provvedimento, eseguito d’urgenza dai militari della Guardia Costiera, ha interessato una superficie di circa 1.500 metri quadrati, all’interno della quale era presente anche un ulteriore spazio di circa 300 metri quadrati utilizzato come officina meccanica. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’intera area era totalmente abusiva ed era destinata ad attività di cantieristica navale ad alto impatto ambientale, svolte senza le necessarie autorizzazioni amministrative e ambientali.

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I reati contestati e le criticità ambientali

L’attività investigativa procede per assenza dell’autorizzazione per le emissioni in atmosfera, scarico di acque reflue industriali in assenza del titolo autorizzativo e deposito incontrollato e gestione non autorizzata di rifiuti, pericolosi e non pericolosi. All’interno del sito sono state trovate anche 18 imbarcazioni, elemento che ha confermato la piena operatività del cantiere.

Gli accertamenti hanno inoltre fatto emergere lo scarico abusivo delle acque di piazzale in mancanza di sistemi di depurazione, con il conseguente rischio di contaminazione del suolo e delle acque circostanti. A questo si aggiungeva l’assenza di adeguati sistemi di regimentazione delle acque meteoriche.

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Il sequestro nel protocollo contro l’inquinamento del Sarno

Il sequestro è stato disposto per impedire la prosecuzione delle attività illecite e scongiurare ulteriori danni ambientali. L’operazione rientra nel protocollo interistituzionale per il contrasto all’inquinamento del Sarno, sottoscritto nel dicembre 2025 da diverse procure campane, Arpac e forze di polizia. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, guidata dal procuratore della Repubblica oplontina Nunzio Fragliasso, insieme alla Capitaneria di porto.

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