Il film di Massimiliano Gallo emoziona e riaccende i ricordi
Nisida custodisce i ricordi, li tiene accesi, come qualcosa che ha preso fuoco una volta e continua a bruciare. L’isola ha un’energia che si percepisce appena ci metti piede. Qui tutto parla. Il verde, l’edicola votiva della Madonna, il mare che l’abbraccia da ogni parte, l’orizzonte che appare ancora più suggestivo.
Il 24 marzo i ragazzi dell’IPM erano in sala, seduti, pronti a vedere La Salita, il film d’esordio alla regia di Massimiliano Gallo. Un film che parla di loro, di quest’isola e di tutto quello che uomini e donne di valore hanno saputo fare per chi nasce ai margini di una società che spesso li mette spalle al muro, come disse Eduardo De Filippo durante la sua visita al Filangieri.
In platea hanno preso posto Alfredo Cossu, protagonista del film, Riccardo Brun sceneggiatore e produttore e Rino Pinto di F.A.N. E poi Daniela e Antonio, i figli di Luciano Sommella. Daniela aveva gli occhi lucidi, con le lacrime che cercavano strada ma lei le teneva lì. Ha donato i libri scritti dal padre ai ragazzi e agli ospiti. Per tenere acceso il ricordo del suo impegno. Gianluca Guida, direttore dell’IPM, ne ha parlato con rispetto e con affetto. Sommella era stato il direttore del Filangieri, l’uomo che aveva portato Eduardo De Filippo prima al Filangieri e poi a Nisida, la persona che in quegli anni aveva dato voce e forza alla giustizia minorile in Campania.
Guida ha voluto che questa fosse una proiezione di restituzione. Una serata per chi quella storia l’ha vissuta in prima persona, per i ragazzi di oggi che ancora non conoscevano tutto quello che Nisida ha costruito prima di loro, e per gli operatori che quegli anni li hanno fatti con le proprie mani.
In sala anche un ospite d’eccezione
Avanzava claudicante, con la calma di chi conosce ogni angolo del posto in cui vive. Si è fatto largo tra le poltrone, ha annusato qualcuno, ha ignorato qualcun altro, con piena soddisfazione di sé. Si chiama Libero ed è il cane che ha scelto l’isola. Ha il verde, il mare intorno, le coccole e uno dei ragazzi che lo adora, L., che quando uscirà lo vuole portare a casa con sé. Libero ha accolto il pubblico come un buon padrone di casa.
Nisida, ieri e oggi tra memoria e responsabilità
I ragazzi hanno assistito al film in silenzio religioso. Attenti, presenti, per tutto il tempo. Alla fine hanno applaudito e i loro applausi si sono uniti con quelli degli adulti fino a diventare una cosa sola.
La Salita ti prende e ti porta dentro una domanda che poi porti a casa. Una domanda sull’impegno, sulle possibilità, su quello che si costruisce quando si sceglie di fare le cose con passione.
Dopo la proiezione del film Gianluca Guida ha raccontato una Nisida che vale la pena conoscere. Gli anni Ottanta sull’isola erano stati anni di slancio vero. Eduardo De Filippo era venuto qui. Hugo Pratt era venuto qui. Letterati, politici, persone che si erano interessate al mondo minorile con una serietà che aveva prodotto risultati tangibili. Nel 1988, anche grazie a quell’esperienza, era nato il codice di procedura penale per i minorenni. Quelle idee, quello slancio, erano diventati legge.
I ragazzi imparavano la scenografia, la ceramica, la cucina. Gli operatori di polizia penitenziaria avevano avuto il coraggio di reimmaginarsi in un ruolo diverso. La sicurezza e l’educazione avevano imparato a lavorare in sinergia.
Oggi quella stessa energia abita ancora le persone che ogni giorno ci mettono tutto quello che hanno. Guida è a Nisida dal 1999 e in tutti questi anni ha visto passare generazioni di ragazzi, ognuna con i propri bisogni, le proprie storie, le proprie ferite. Ma una cosa è rimasta uguale per il direttore:
«Qualunque sia stata la loro storia, qualunque sia stata la ferita che portano dentro, ciò che gli è mancato è stata la presenza di una comunità di adulti capace di prendersi carico dei loro bisogni e accompagnarli nelle loro attese di riscatto».
La Salita di Massimiliano Gallo sceglie la bellezza come possibilità di riscatto
Quando si parla di vite ai margini, c’è una narrazione che va per la maggiore, da Gomorra a Mare Fuori, che ha fatto della bruttura la sua unica lingua. Un’ossessione per il buio che rischia di far credere che non esista altro. La Salita racconta un’altra storia. Nisida la vive ogni giorno. Qui si abbraccia e si allena a guardare avanti.
La Salita è uscita dall’isola portando con sé quello che Nisida custodisce da sempre. Un fuoco che non si spegne. Da qui l’orizzonte è vita nuova.
Il film sarà al cinema dal 9 aprile.




