Il gruppo chiude il 2025 a 178 milioni di euro di fatturato
Più che una semplice crescita, quella registrata da Mazzoleni nel 2025 appare come il consolidamento di una traiettoria industriale precisa: 178 milioni di euro di fatturato consolidato, investimenti in innovazione e una struttura sempre più integrata nel settore agro-zootecnico. Il dato, in aumento rispetto ai 143 milioni del 2024, colloca il gruppo tra le realtà più dinamiche del comparto in una fase in cui l’intera filiera è chiamata a reggere l’urto dei costi, della transizione tecnologica e delle nuove esigenze legate alla sostenibilità.
Il risultato arriva al termine di un biennio segnato da acquisizioni strategiche, riorganizzazione industriale e investimenti in tecnologia. In questo percorso si inserisce anche la registrazione a livello europeo del ceppo di lievito Biocell, indicata come espressione diretta del lavoro portato avanti sul fronte della Ricerca e Sviluppo. È il segnale di una linea industriale che non si limita alla crescita dimensionale, ma prova a costruire strumenti utili a rafforzare competitività e capacità di risposta del gruppo.
A incidere sull’espansione è stata anche l’integrazione di Sivam e Vitasol, completata alla fine del 2022, che ha esteso il perimetro operativo dell’azienda. Oggi il gruppo conta oltre 200 dipendenti e si muove attraverso un modello organizzativo integrato, capace di tenere insieme nutrizione animale, servizi tecnici e consulenza per l’allevamento. In tutte le aziende del gruppo operano team dedicati alla consulenza nutrizionale e gestionale, secondo una logica che lega l’efficienza dell’allevamento non soltanto alla produttività, ma anche alla sostenibilità economica e all’innovazione dentro una piattaforma industriale unitaria.
«Siamo estremamente soddisfatti dei risultati raggiunti nell’ultimo anno, che hanno superato gli obiettivi che ci eravamo prefissati – sottolinea il CEO Andrea Mazzoleni -. Questo traguardo è il frutto dell’impegno dei team di Sivam, Mazzoleni Ireland e Martens-Vitasol, che con passione e determinazione hanno contribuito a costruire basi solide per il nostro futuro. A tutti loro va il mio più sincero ringraziamento: grazie al loro lavoro possiamo guardare al 2026 con fiducia, pronti ad affrontare nuove sfide e a cogliere nuove opportunità di crescita e innovazione».
Da impresa familiare a player industriale
Il profilo B2B del gruppo, rivolto al settore mangimistico e pet food e sostenuto da una presenza internazionale, racconta l’evoluzione di un comparto che oggi premia visione strategica, innovazione e capacità di affiancare la filiera. In un contesto nel quale l’agro-zootecnia deve trovare un equilibrio tra produttività, sostenibilità e responsabilità ambientale, Mazzoleni dichiara di voler puntare su investimenti strutturali, capitale umano e tecnologie digitali per rafforzare la crescita e consolidare la competitività lungo l’intera catena del valore.
La linea indicata dal management è chiara: il prodotto, da solo, non basta più. La partita si gioca sulla capacità di offrire strumenti, dati, assistenza e una visione industriale più ampia. «Investiamo in innovazione e competenze perché il settore richiede soluzioni tecnologiche sempre più evolute», continua Mazzoleni. «Non basta vendere un prodotto: affianchiamo l’allevatore con dati, assistenza e visione industriale. La sua redditività è il nostro vero indicatore di successo».
Dentro questa impostazione si colloca anche la certificazione Great Place to Work, ottenuta anche nel 2025. Per il gruppo rappresenta il riconoscimento di un impegno rivolto alla valorizzazione delle persone e alla costruzione di un ambiente inclusivo, innovativo e motivante. Il passaggio non è secondario, perché lega l’eccellenza tecnologica a una cultura aziendale descritta come solida e sostenibile, elemento ormai centrale nei processi di crescita di un player industriale.
Sostenibilità e innovazione degli stabilimenti produttivi
La strategia si riflette anche nell’organizzazione produttiva e logistica. A Cappella Cantone, in provincia di Cremona, il progetto Hyperstock ha portato a un investimento di circa 3 milioni di euro e ha trasformato lo stabilimento in un polo altamente automatizzato. Mobile robots, cioè muletti a guida autonoma, e un magazzino verticale LRK 1000 hanno consentito di ottimizzare i flussi, migliorare la tracciabilità, accelerare l’evasione degli ordini e rendere più efficiente la gestione delle scorte.
«Il nuovo magazzino ci permette di gestire al meglio la complessità e progettare soluzioni che integrano efficienza operativa e innovazioni future: un investimento pensato per il presente, con lo sguardo al domani», evidenzia Mazzoleni.
La crescita del gruppo passa anche da un rafforzamento geografico della rete industriale. In questo quadro, lo stabilimento Sivam di Battipaglia viene indicato come un hub produttivo chiave, capace di unire efficienza operativa e consulenza tecnica avanzata. Negli ultimi anni il sito è stato dotato di un impianto fotovoltaico da 500 kW, realizzato con un investimento di 528 mila euro, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e assicurare un significativo auto-approvvigionamento energetico.
L’insieme di questi interventi restituisce l’immagine di un gruppo che prova a leggere i cambiamenti dell’agro-zootecnia non come un vincolo, ma come un terreno su cui ridefinire la propria presenza industriale. Il fatturato consolidato del 2025, in questa prospettiva, non è soltanto un indicatore economico: diventa la misura di una strategia che punta a tenere insieme scala produttiva, innovazione, sostenibilità e supporto tecnico alla filiera.




