Stop ai trapianti pediatrici fino a ripristino condizioni sicurezza
Un quadro definito «estremamente preoccupante», un’ispezione straordinaria già annunciata e la decisione di non far ripartire il programma di trapianto cardiaco pediatrico al Monaldi finché non saranno ristabilite tutte le condizioni di sicurezza. È la linea indicata dal presidente della Regione Campania, Roberto Fico, dopo gli accertamenti avviati nelle scorse settimane in seguito alla morte del piccolo Domenico.
Nell’annunciare un primo pacchetto di provvedimenti, Fico ha spiegato che sarà avviata anzitutto «un’ispezione straordinaria» nell’Azienda ospedaliera dei Colli, da cui dipende l’ospedale Monaldi. La verifica, che si avvarrà anche di professionalità esterne, dovrà approfondire l’organizzazione e l’operato dell’azienda per accertare, come si legge nella nota diffusa dalla Regione, «se le condizioni che hanno reso possibile il tragico evento fossero note o conoscibili e siano state poi adottate le misure necessarie più opportune».
Il presidente della Regione ha poi espresso vicinanza ai familiari del bambino: «Voglio ribadire la più sentita vicinanza alla famiglia del piccolo Domenico. Questa vicenda dolorosissima ha stravolto le loro vite e ha segnato una comunità intera. E ci impone di intervenire con la massima determinazione, serietà e senso di responsabilità affinché eventi del genere non abbiano più a ripetersi. Ringrazio infine anche il personale medico e paramedico che continua ad assicurare con spirito di servizio le cure dovute ai cittadini campani».
Le criticità emerse dall’istruttoria
L’istruttoria svolta nelle scorse settimane dalla Direzione generale per la Tutela della Salute della Regione ha fatto emergere, secondo quanto riferito, «un quadro di criticità più grave di quanto inizialmente emerso». Tra gli elementi indicati figurano protocolli di trasporto e conservazione degli organi non aggiornati, il mancato utilizzo di dispositivi di conservazione disponibili in azienda, una formazione del personale ritenuta inadeguata, un clima relazionale interno gravemente deteriorato e già esistente prima dell’evento del 23 dicembre 2025, oltre a significativi ritardi nelle comunicazioni alle autorità sanitarie regionali e nazionali.
Secondo la Regione, l’insieme di questi fattori delinea «una problematicità organizzativa sistemica preesistente». È alla luce di queste risultanze che Fico ha assunto una posizione netta sulla ripresa del programma di trapianto cardiaco pediatrico al Monaldi, già sospeso nelle scorse settimane dalla dirigenza dell’azienda sanitaria.
Le misure annunciate dalla Regione
La Regione ha chiarito che il programma di trapianto cardiaco pediatrico al Monaldi non riprenderà finché non saranno integralmente ricostituite le condizioni di sicurezza necessarie. Nel frattempo, la continuità assistenziale per i pazienti in lista d’attesa è garantita attraverso la convenzione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.
La riattivazione dell’attività al Monaldi sarà subordinata alla realizzazione di una serie di interventi strutturali indicati dall’istruttoria come indifferibili: l’attivazione di un’area di degenza e di un blocco operatorio specificamente dedicati alla cardiochirurgia pediatrica, il reclutamento di cardiochirurghi con documentata esperienza pediatrica, l’adozione e la formalizzazione di protocolli aggiornati per il trasporto e la conservazione degli organi conformi alle più recenti evidenze scientifiche, l’adeguamento dello svolgimento dei programmi formativi del personale e il rafforzamento dell’integrazione operativa tra le unità coinvolte nel percorso assistenziale. La struttura ispettiva regionale dovrà verificare l’effettiva realizzazione di ciascuno di questi interventi prima di qualsiasi autorizzazione alla ripresa.
Il Centro Regionale Trapianti
Tra le decisioni assunte c’è anche il trasferimento del Centro Regionale Trapianti, struttura di coordinamento dell’attività trapiantologica oggi collocata nell’Azienda ospedaliera dei Colli, presso gli Uffici della Regione. L’obiettivo indicato è garantire un coordinamento più stretto ed efficace con le strutture regionali competenti in materia di programmazione e controllo delle attività trapiantologiche, così da consentire un monitoraggio più puntuale della rete dei trapianti.
Infine, sarà avviata una verifica complessiva dell’organizzazione della rete trapianti in Campania, con l’obiettivo di accertare l’adeguatezza dei protocolli, delle risorse professionali, dei flussi informativi e dei sistemi di sicurezza in ciascun centro. «Con questi provvedimenti la Regione – in raccordo istituzionale con il Ministero della Salute, nel rispetto delle reciproche competenze – avvia una prima serie di misure di tipo organizzativo», ha sottolineato Fico.




