La morte di Domenico, capigruppo di centrodestra: «Consiglio regionale su tragica vicenda»

Raccolte le firme previste dallo Statuto

«La tragica vicenda del piccolo Domenico Caliendo, che continua a sconcertarci per i dettagli che emergono, investe anche la responsabilità della Regione e delle sue articolazioni, i vari livelli delle persone prescelte per occupare livelli apicali, l’organizzazione e la sua efficacia. Il bilancio regionale di cui a breve discuteremo è in gran parte destinato alla Sanità e proprio per questo abbiamo un dovere di vigilanza sulla qualità del servizio erogato. Per questo abbiamo depositato, ai sensi dell’art. 39 (secondo comma) una richiesta di consiglio regionale straordinario da dedicare alla vicenda del Monaldi».

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Lo dichiarano i capigruppo dell’opposizione di centrodestra (Iovino, Grimaldi, Pelliccia, Sangiuliano).

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«La tragica vicenda di Domenico Caliendo ci ha ferito soprattutto nei sentimenti, nella nostra più intima dimensione umana di persone. Una storia che ci ha sconvolto per la sua assurdità e soprattutto per la sua evitabilità. Nelle ore immediatamente successive, quando in cuor nostro speravamo che un miracolo potesse ridare alla vita il piccolo Domenico, ci siamo doverosamente astenuti dal fare dichiarazioni pubbliche perché riteniamo che questo fatto, pur avendo una evidente dimensione politica e amministrativa, non dovesse costituire oggetto di speculazioni».

Notizie sconcertanti

«A settimane dalla tragica scomparsa del piccolo Domenico, tuttavia, registriamo sulla stampa un quotidiano susseguirsi di notizie che ci lasciano sconcertati per i loro contenuti. La famiglia ha appreso della tragedia in atto solo dai giornali e i vertici dell’asl non hanno avvertito il dovere morale di fare comunicazioni. Il presidente della Regione, Roberto Fico, anche nella sua qualità di assessore alla Sanità, ha appreso tutto dai giornali, e non abbiamo motivo di non credergli, mentre sarebbe stato opportuno fare una comunicazione formale prima».

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«Apprendiamo di apparecchiature di ultima generazione, utili al trasporto dell’organo, che non sono state utilizzate per difetto di comunicazione e per mancato addestramento del personale. I giornali riferiscono di tensioni fra i dirigenti medici dell’Ospedale Monaldi, come pure di barriere linguistiche, in un’epoca in cui per essere medico dovrebbe essere imprescindibile la conoscenza della lingua inglese. Questi sono solo alcune delle circostanze emerse, sulle quali non vogliamo indugiare. Sarà certamente la magistratura ad accertare i fatti e a perseguire eventuali responsabilità. Ma è nostro dovere affrontare pubblicamente, in consiglio, la vicenda, ascoltando il presidente Fico», concludono.

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