Bagnoli, Manfredi: «La colmata resta, rimuoverla sarebbe irrealizzabile»

Il sindaco: «Ci vorrebbero 200mila camion e 4 anni»

La colmata resta. Rimuoverla sarebbe stata «un’opera irrealizzabile». È su questo punto che il sindaco di Napoli e commissario di governo per il Sin Bagnoli-Coroglio, Gaetano Manfredi, concentra la propria posizione sui lavori di bonifica dell’area ex Italsider e sugli interventi connessi all’America’s Cup.

«Io sono sempre aperto al dialogo con tutti, però dobbiamo parlare di dati tecnici, fatti scientifici, perché altrimenti se si continua a parlare di ideologia alla fine continueremo altri 30 anni a tenere Bagnoli così ed io non voglio essere complice di un fallimento», ha dichiarato il sindaco di Napoli, richiamando la necessità di fondare il dibattito su valutazioni ambientali e dati oggettivi. «Nella mia relazione ribadirò l’impostazione iniziale, noi stiamo realizzando nei fatti quanto previsto dal Programma di risanamento ambientale di rigenerazione urbana (Praru), che è stato approvato nel 2019. Tutta la bonifica è stata finalizzata, ovviamente, alle destinazioni in uso che erano previste».

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La colmata

La bonifica dell’area ex Italsider, attesa da anni, ha visto poche modifiche rispetto al quadro originario. «L’unica cosa che è cambiata è la conservazione della colmata, perché nella valutazione ambientale che è stata fatta dal ministero ci è stato suggerito che l’eliminazione della colmata avrebbe avuto un impatto ambientale molto più grande rispetto al tombamento. Garantendo la stessa sicurezza ambientale, abbiamo trovato una soluzione che fosse più adatta alla sostenibilità dell’intervento. Se si fosse tolta la colmata, bisognava portare via 1,4 milioni di metri cubi di materiale, che richiedevano 200mila camion e un lavoro di quattro anni. Sarebbe stata un’opera irrealizzabile».

Sul tema dei dragaggi, inseriti nel più ampio intervento di risanamento, ha precisato che «dopo l’esame del materiale di risulta, quello che mostrerà tracce di contaminazione, verrà trasferito all’estero via mare».

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Bonifiche anticipate al 2026 e opere temporanee per l’America’s Cup

L’accelerazione del cronoprogramma è legata anche all’evento velico internazionale. «Tutta l’attività di bonifica a Bagnoli era prevista che si sarebbe dovuta fare nel 2030 e invece la facciamo nel 2026 per l’America’s Cup. Le opere temporanee non resteranno perché tutte le installazioni sopra la colmata sono temporanee di proprietà dei team che li portano qui, dagli hangar e le gru che verranno smontate alla fine dell’evento».

Manfredi ha inoltre ricordato che in passato «sono stati spesi circa 400 milioni per non ottenere alcun risultato», contrapponendo a quella fase una strategia orientata a interventi strutturali e benefici duraturi per il quartiere.

Infrastrutture, parco urbano e riqualificazioni nel quartiere

«Noi invece lavoriamo su interventi del quartiere, la realizzazione di una nuova stazione della metro in corrispondenza di Porta del Parco e una serie di interventi sulle strade, la riqualificazione di Lido Pola, una serie di piazze a mare, tutti interventi pubblici nella disponibilità del quartiere, partendo da un evento importante per la città e per Bagnoli, portando risorse economiche, posti di lavoro, una visibilità di questo quartiere, che è stato finora associato a un grande fallimento».

«Oggi invece possiamo dire che questo territorio ha un futuro, con un recupero ambientale importantissimo, e ricordo anche che l’amianto l’abbiamo tolto noi, nel senso che nel 2023 si è completata la bonifica dell’amianto di cui si parlava alla fine degli anni ‘90. Quindi garantiamo sicurezza ambientale, un grande parco urbano, l’accesso pubblico al mare, il parco dello sport abbandonato da 15 anni, che verrà riqualificato e messo a disposizione del quartiere».

Nel piano rientrano inoltre «la riqualificazione di Via Coroglio, del pontile sud e del pontile nord, la realizzazione di una piazza a mare davanti a Città della Scienza, nella zona incendiata». L’amministrazione, secondo il sindaco, sta lavorando anche per definire una destinazione d’uso alle archeologie industriali, «a partire dall’acciaieria».

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