Arrestato anche un presunto killer di Emanuele Durante
Settantuno indagati raggiunti da ordinanze di custodia cautelare e un’intera rete criminale ricostruita nei dettagli: è l’esito della maxi operazione che ha colpito i cartelli Mazzarella e Alleanza di Secondigliano. L’azione congiunta dei Carabinieri del Nucleo investigativo e della Squadra Mobile di Napoli, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, ha portato all’esecuzione di quattro provvedimenti restrittivi complessivamente emessi nei confronti di 71 persone, al termine di un’articolata attività investigativa sulle organizzazioni camorristiche attive in città e in provincia.
Mappa dei quartieri e gerarchie dei clan
Le indagini si sono concentrate in particolare sui quartieri del centro, consentendo di ricostruire la divisione del territorio cittadino e la ripartizione delle zone di influenza tra i gruppi criminali. Gli accertamenti hanno permesso di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli attuali capi dei clan Contini, Mazzarella e Savarese-Pirozzi, oltre che dei reggenti delle rispettive aree operative.
È emerso un controllo capillare dei rioni attraverso un presidio stabile degli affiliati, esercitato anche e soprattutto con l’uso di armi da fuoco e con una diffusa disponibilità di armamenti. Un potere criminale fondato su estorsioni, spaccio di stupefacenti e sul pagamento degli «stipendi» agli associati, a conferma di una struttura organizzativa radicata e gerarchicamente definita.
«Questa notte abbiamo eseguito con polizia e carabinieri 71 ordinanze di custodia cautelare per associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsioni, riciclaggio e anche utilizzo di cripto valute. Tra gli arresti c’è l’esecutore materiale dell’omicidio di Emanuele Durante ucciso il 15 marzo 2025», spiega il procuratore della Repubblica, presso il tribunale di Napoli, Nicola Gratteri.
«Sono state interessate le famiglie “storiche” della camorra del clan Secondigliano e dei Mazzarella. Da questa operazione è emerso che i clan si rigenerano, con i figli, i nipoti che prendono il posto dei capi nel mentre sono al 41 bis e all’alta sicurezza», aggiunge il procuratore. Gratteri parla di «una camorra che sta al passo con i tempi, con la tecnologia, che è abbastanza avanti rispetto ad altre anche nell’utilizzo delle criptovalute e nell’utilizzo del dark web. Quindi una mafia contemporanea».
Gli omicidi e i contrasti armati
Con una delle quattro ordinanze è stato ricostruito anche il quadro indiziario nei confronti del presunto secondo esecutore materiale dell’omicidio di Emanuele Durante, vittima di un agguato di camorra il 15 marzo 2025. Il delitto è strettamente collegato a quello di Emanuele Tufano, raggiunto da colpi d’arma da fuoco nel corso del conflitto armato maturato il 24 ottobre 2024 nell’ambito di contrasti tra gruppi criminali dei quartieri della Sanità e di Piazza Mercato.
Per questo omicidio era stato già delineato il quadro indiziario relativo al presunto mandante e all’altro presunto esecutore materiale del delitto. L’inchiesta ha così consentito di ricostruire la catena delle responsabilità, inserendo gli episodi di sangue all’interno della più ampia dinamica di scontro tra fazioni rivali per il controllo del territorio.
Sequestri tra lusso e società commerciali
Contestualmente alle misure cautelari personali, è stato disposto nei confronti di alcuni indagati il sequestro preventivo di conti correnti, immobili e società commerciali con sedi anche in altre regioni del territorio nazionale. Tra i beni sottoposti a vincolo figurano borse, gioielli, orologi di lusso, denaro contante, cambiali e champagne. Un patrimonio ritenuto espressione delle attività illecite contestate, che comprende associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsioni, riciclaggio e utilizzo di criptovalute. L’attività investigativa è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo investigativo e dalla Squadra Mobile, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Napoli.




