Guerra in Iran, droni contro l’ambasciata Usa a Riad, Trump: «Risponderemo presto»

Raid su Teheran e Beirut, Israele rafforza il fronte nord

Dopo l’attacco con droni all’ambasciata Usa a Riad, Donald Trump promette una risposta e rivendica scorte di armi senza precedenti. Il presidente americano, intervenendo mentre il conflitto con l’Iran si estende su più fronti, ha assicurato che Washington non ha alcun problema di munizioni e che le forze statunitensi possono sostenere lo sforzo bellico «per sempre».

In un post su Truth Social, Trump ha respinto le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni su presunte carenze di arsenali, che secondo alcune fonti riguarderebbero anche Israele. «Le scorte di munizioni degli Stati Uniti, per quanto riguarda il grado medio e medio-alto, non sono mai state così elevate o migliori – ha rivendicato il presidente – Come mi è stato detto oggi, abbiamo una scorta praticamente illimitata di queste armi. Le guerre possono essere combattute “per sempre”, e con grande successo, usando solo queste forniture (che sono migliori delle armi più raffinate di altri paesi!)».

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Trump ha poi distinto tra armamenti di fascia intermedia e sistemi di livello superiore: «Per quanto riguarda la fascia più alta, abbiamo una buona scorta, ma non siamo dove vorremmo essere. Molte altre armi di alta qualità sono immagazzinate per noi in paesi periferici. Sleepy Joe Biden ha speso tutto il suo tempo e i soldi del nostro Paese, dando tutto a P.T. Barnum (Zelensky!) – del valore di centinaia di miliardi di dollari – E, mentre ha regalato così tanto del materiale di altissima qualità (Gratis!), non si è preoccupato di rimpiazzarlo».

Il presidente ha concluso rivendicando la ricostruzione delle forze armate avviata durante il suo primo mandato: «Fortunatamente, ho ricostruito l’esercito nel mio primo mandato, e continuo a farlo. Gli Stati Uniti sono riforniti e pronti a vincere, alla grande!!».

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Ambasciata chiusa a Riad e personale evacuato

Nella notte l’ambasciata americana a Riad è stata colpita da due droni nell’ambito della risposta iraniana all’attacco americano-israeliano. La sede diplomatica è stata chiusa e la rappresentanza ha invitato i cittadini statunitensi «a evitare la sede fino a nuova disposizione», raccomandando ai connazionali di «stare al riparo» anche a Gedda e Dhahran.

Trump ha fatto sapere che la reazione americana arriverà «presto». «Scoprirete presto» come risponderanno gli Stati Uniti, ha dichiarato a NewsNation.

Intanto il dipartimento di Stato ha ordinato la partenza del personale diplomatico «non urgente» dalle ambasciate in Iraq, Giordania e Bahrein. In un messaggio su X, il dicastero ha spiegato di aver aggiornato gli avvisi di viaggio per Bahrein e Giordania «per riflettere l’ordine dato al personale non urgente del governo americano e ai membri delle loro famiglie di lasciare questi paesi». In un ulteriore aggiornamento relativo all’Iraq, il ministero ha precisato di aver «ordinato ieri al personale non urgente del governo americano di lasciare l’Iraq per motivi di sicurezza».

Gli attacchi simultanei

Sul piano militare, l’escalation prosegue anche sul terreno. «L’Idf sta attualmente conducendo attacchi simultanei a Teheran e Beirut. L’Aeronautica Militare israeliana ha avviato attacchi mirati contro obiettivi militari del regime terroristico iraniano e dell’organizzazione terroristica Hezbollah», hanno scritto le Forze di difesa israeliane su Telegram.

«Un aereo dell’Aeronautica Militare israeliana ha colpito e smantellato una cellula di agenti del sistema di difesa aerea del regime terroristico iraniano mentre tentavano di azionare sistemi contro l’Idf – scrive Tsahal – L’Aeronautica Militare israeliana continua a colpire i lanciatori di missili balistici iraniani e i siti di lancio che prendono di mira i velivoli dell’Aeronautica Militare israeliana».

«L’Idf non permetterà al regime terroristico iraniano di colpire i velivoli dell’Aeronautica Militare israeliana e continueranno a colpire i tentativi di armare i lanciamissili. L’Aeronautica Militare israeliana continua a colpire siti di lancio di missili, lanciamissili e missili balistici».

Il sud del Libano

L’esercito israeliano ha inoltre reso noto che propri soldati sono stati dispiegati in «diversi punti» nel sud del Libano, parallelamente alla campagna di raid avviata contro Hezbollah. Si tratta, ha chiarito il tenente colonnello Nadav Shoshani, portavoce internazionale dell’Idf, non di un’operazione terrestre su larga scala ma di una «misura tattica» per garantire la sicurezza della popolazione israeliana. «Non è un’operazione terrestre. È una misura tattica destinata ad assicurare la sicurezza del nostro popolo», ha dichiarato alla stampa estera, spiegando che i militari sono stati posizionati in ulteriori aree di confine «per difendere i nostri civili e impedire a Hezbollah di attaccarli».

Israele mantiene già soldati in cinque postazioni considerate strategiche in territorio libanese, secondo gli assetti definiti dopo il cessate il fuoco del novembre 2024, mentre il confronto armato lungo il fronte settentrionale continua a intensificarsi.

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