Israele lancia un attacco preventivo sull’Iran: missili anche sulla capitale Teheran

Ali Khamenei trasferito in un luogo sicuro

Missili nel cielo della capitale iraniana e fumo denso sopra i quartieri centrali: è il segnale di un’operazione che Tel Aviv definisce «attacco preventivo». Questa mattina «attacchi missilistici limitati» da parte di Israele hanno colpito Teheran, dove si sono verificate «tre esplosioni» nel centro della città, nei pressi di via Pasteur.

Le detonazioni non si sarebbero fermate al cuore della capitale. Le esplosioni a Teheran sono proseguite anche nell’est e nel centro nord, citando tra i punti interessati il ponte Seyed Khandan, area in cui si trova il quartier generale congiunto delle forze armate. Sui social media circolano filmati che mostrano fitti fumi e missili in volo sopra l’area urbana.

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Uno degli obiettivi dell’operazione in Iran sarebbe una struttura della presidenza iraniana. Lo riporta il Times of Israel citando notizie non confermate. L’agenzia iraniana Mehr parla invece di raid lungo Jomhouri Street a Teheran. Secondo l’Associated Press, almeno uno degli attacchi nella capitale avrebbe preso di mira un’area in cui si trovano gli uffici dell’ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran. Una fonte ufficiale ha riferito a Reuters che Khamenei non si trova a Teheran ed è stato trasferito in un luogo sicuro.

Israele impone lo stato di emergenza

Il ministro della Difesa Israel Katz ha comunicato che «Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l’Iran per rimuovere le minacce allo Stato». Di conseguenza, ha aggiunto, «si prevede un attacco missilistico e con droni contro lo Stato di Israele e la sua popolazione civile nell’immediato futuro».

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In conformità con la sua autorità ai sensi della Legge sulla Difesa Civile, Katz «ha ora firmato un’ordinanza speciale in base alla quale verrà imposto uno stato di emergenza speciale sul fronte interno in tutto il territorio dello Stato di Israele», ha comunicato il dicastero.

La ministra dei Trasporti Miri Regev ha disposto la chiusura dello spazio aereo israeliano. Un portavoce militare ha spiegato che le sirene scattate nelle scorse ore avevano l’obiettivo di allertare la popolazione, precisando che al momento non è necessario restare nei rifugi.

Dalla mattina è inoltre in vigore un cambiamento nelle linee guida dell’Home Front Command: sono consentite esclusivamente le attività essenziali. Sospese le attività scolastiche e ogni forma di assembramento, anche nei luoghi di lavoro, ad eccezione dei settori vitali. Secondo il Wall Street Journal, che cita alcune fonti, anche gli Stati Uniti starebbero attaccando l’Iran insieme a Israele. Un elemento che amplia il perimetro dello scontro e conferma la dimensione internazionale dell’operazione.

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