Attrice e capocomica: il ritratto di una protagonista del Novecento
Definita la regina del Teatro Sannazaro, Luisa Conte è stata una delle figure più rappresentative della scena napoletana del Novecento: attrice, capocomica e punto di riferimento di un teatro popolare capace di attraversare generi diversi, dalla sceneggiata alla commedia brillante, fino alla prosa. L’appellativo di «regina» è legato soprattutto al rapporto con la «bomboniera» di via Chiaia: nel 1969, insieme al marito Nino Veglia, contribuì a restituire al teatro il suo splendore e diede vita alla Compagnia Stabile Napoletana, recitandovi poi a lungo e consolidandone l’identità artistica.
Dagli esordi alla svolta con Eduardo De Filippo
Nata a Napoli nel 1925, dopo aver vissuto un’infanzia difficile a causa della situazione economica della famiglia, si dedicò al teatro appena quattordicenne nella compagnia Cafiero-Fumo. Nel 1939 partì per una tournée in America Latina insieme a Veglia. In seguito arrivò la svolta decisiva della sua carriera: venne chiamata da Eduardo De Filippo, che le permise di raffinare ulteriormente le sue qualità interpretative.
Con Eduardo, Luisa fu tra i protagonisti dell’adattamento teatrale di «Miseria e nobiltà», vestendo i panni di Bettina, e prese parte a numerose altre opere del repertorio eduardiano, tra cui «Non ti pago», «La grande magia» e «Le voci di dentro». Una volta Eduardo disse di lei: «Poteva fare tutto, capiva tutto. Lavorare con lei era un riposo, una beatitudine».
L’intesa con Nino Taranto e il presidio culturale del Sannazaro
Nel 1958 conobbe Nino Taranto, con il quale instaurò un’intesa artistica particolarmente feconda che trovò il suo momento più significativo all’inizio degli anni Ottanta, quando riportarono in scena le commedie in dialetto di Raffaele Viviani, tra cui «’A morte ’e Carnevale».
Luisa Conte fu una figura centrale per il Sannazaro: dopo la scomparsa di Veglia, la gestione del teatro e della compagnia proseguì sotto la sua guida, affiancata anche in ambito familiare, mantenendo vivo un luogo-simbolo riconosciuto come casa della tradizione partenopea. Un luogo che, il 17 febbraio 2026, è stato cancellato da un incendio che ha distrutto il teatro. Istituzioni, mondo della cultura e dello spettacolo e cittadini si sono attivati immediatamente, esprimendo una volontà comune di ricostruire la storica struttura.
A lei è stato dedicato l’anfiteatro cittadino di San Martino Valle Caudina, dove l’attrice presentò i suoi spettacoli. Nel 2020 un largo nel quartiere Chiaia ha preso il suo nome. Nell’aprile 2025 è caduto il centenario della sua nascita e, per renderle omaggio, il Teatro Sannazaro ha organizzato una mostra in suo onore dal 21 giugno al 20 luglio 2025, proprio per celebrare una vita dedicata al teatro e al pubblico. Verranno mostrati oggetti di scena, fotografie, abiti di scena, copioni, autografi ed estratti di spettacoli, e sarà anche possibile ascoltare testimonianze di artisti che hanno reso omaggio a questa donna straordinaria.




