Ancora spari a Chiaia, nel mirino il gestore di un locale: 2 giovani in arresto

Il «salotto buono» di Napoli torna a fare i conti con la violenza

Un diverbio tra ragazzi, nel cuore di Chiaia, degenera in colpi di arma da fuoco esplosi in strada e due ventenni finiscono in manette con l’accusa di tentato omicidio. Non è un fatto isolato. Negli ultimi mesi, tra le strade dei baretti e le piazze più frequentate nelle ore serali, contrasti tra giovani (a volte anche minorenni) sono nati per motivi banali e si sono trasformati in aggressioni con coltelli o spari. Una dinamica che si ripresenta con frequenza ravvicinata e che sta incidendo sulla percezione di sicurezza in uno dei quartieri simbolo della vita notturna partenopea.

Lo sparo in vicoletto Belledonne

Nella notte di ieri la polizia di Stato ha arrestato due napoletani di 21 e 22 anni, entrambi con precedenti, con le accuse di tentato omicidio e porto in luogo pubblico di armi da fuoco. Gli agenti dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e del commissariato San Ferdinando sono intervenuti in vicoletto Belledonne dopo la segnalazione di un’esplosione nei pressi di un locale.

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Secondo quanto ricostruito, uno dei due indagati avrebbe esploso un colpo in direzione del titolare dell’attività commerciale, intervenuto poco prima per sedare un alterco tra alcuni ragazzi all’interno dell’esercizio. Dopo l’esplosione, i due si sono allontanati in scooter verso via Cavallerizza. Le immagini di videosorveglianza e le testimonianze raccolte hanno consentito di identificarli. Sono stati rintracciati in un appartamento nella zona del Pallonetto e arrestati.

Non un episodio isolato

L’episodio di vicoletto Belledonne è solo l’ultimo avvenimento in zona. Già a dicembre, tra piazza Carolina e le vie adiacenti, si verificò una sparatoria riconducibile allo scontro tra gruppi rivali di giovanissimi. Furono esplosi diversi colpi d’arma da fuoco. I video diffusi nelle settimane successive, che mostravano ragazzi in scooter mentre sparavano tra la folla, contribuirono ad amplificare l’allarme sociale.

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Alla fine di dicembre, a poche centinaia di metri da vicoletto Belledonne, il calciatore diciottenne Bruno Petrone era stato ferito con una coltellata in via Bisignano, al termine di un’aggressione riconducibile a contrasti tra gruppi. Il giovane fu ricoverato e per quell’episodio furono adottate misure nei confronti di minorenni ritenuti coinvolti nel tentato omicidio.

Ora lo sparo contro il gestore del locale si inserisce in una cruenta progressione temporale: prima i colpi esplosi in piazza Carolina, poi l’accoltellamento, quindi un nuovo episodio armato nel cuore del quartiere. Tre episodi diversi, ma una sequenza che evidenzia come l’uso di armi non sia un’emergenza ma un problema strutturale da affrontare e risolvere senza tentennamenti.

Sicurezza urbana e responsabilità politiche

Chiaia è uno dei principali poli dell’intrattenimento serale. In un’area con flussi elevati e attività economiche strategiche, il presidio costante del territorio diventa imprescindibile. Serve un rafforzamento stabile delle forze dell’ordine nelle fasce orarie più delicate, non interventi sporadici successivi ai fatti. Allo stesso tempo, il Comune di Napoli non può limitarsi a raccontare una città da cartolina. La gestione degli spazi pubblici, il controllo della vita notturna e della circolazione delle armi, il coordinamento operativo con Prefettura e forze di polizia richiedono scelte strutturate e verificabili.

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