Giustizia, Meloni: «Al referendum votate con coscienza, non contro il governo»

La premier: Da Mattarella parole giuste, c’è chi vuole lotta nel fango

Dal Csm alla campagna referendaria, Giorgia Meloni rivendica la necessità di abbassare i toni e difende Sergio Mattarella, parlando di «parole giuste e doverose» e criticando chi punta a trascinare il confronto in una «lotta nel fango».

Dopo la riunione del Consiglio superiore della magistratura presieduta dal capo dello Stato, la presidente del Consiglio interviene sul clima che accompagna il voto del 22 e 23 marzo e respinge l’idea che la consultazione possa trasformarsi in un giudizio politico sull’esecutivo. Intervistata da Sky Tg24, Meloni chiarisce il punto centrale: «Il 22 e il 23 marzo si vota sulla giustizia, non sul governo». Le elezioni politiche, ricorda, sono previste tra un anno ed è solo in quella sede che gli italiani potranno eventualmente decidere di non confermare l’esecutivo, anche “mandandola a casa”.

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La premier giudica «giusto il richiamo al rispetto delle istituzioni» e «giusto il passaggio in cui il presidente dice anche che un’istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe di natura politica». Quanto alle accuse di politicizzazione, respinge le critiche: «Vedo un tentativo di trascinarla in una sorta di lotta nel fango, mi pare che sia più un tentativo di quelli che hanno difficoltà ad attaccare una riforma che in passato, in vario modo, hanno sostenuto e proposto».

Da qui l’appello diretto agli elettori: «Andate a votare, ma votate con coscienza, guardando a quello a cui state votando. E votate per voi, non per me, contro di me, perché non c’entra niente». I risultati dell’azione di governo, nel suo complesso e non soltanto sulla riforma per la separazione delle carriere in magistratura, saranno oggetto di valutazione il prossimo anno.

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Il fronte internazionale: Medio Oriente, Iran e Ucraina

Sul piano estero, Meloni rivendica la partecipazione al Board of peace di Donald Trump come osservatore. «Io credo che sia molto importante un contributo coeso da parte della comunità internazionale sulla questione, che è particolarmente delicata e importante per i Paesi mediterranei e quindi anche per l’Italia, ed è la ragione per la quale ho considerato importante esserci», afferma, precisando che il lavoro è ancora lungo e complesso.

Secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, la prima riunione è stata concreta nel percorso verso quella pace in Medio Oriente che tutti auspicano. Anche guardando all’Iran, i timori ci sono, ma l’Italia è pronta a dare il proprio contributo, anche ospitando eventuali negoziati, come già avvenuto in passato.

Sostegno confermato anche all’Ucraina. I passi avanti vengono riconosciuti, ma resta centrale la questione dei territori, «dove la Russia continua ad avere delle pretese che secondo me sono assolutamente irragionevoli».

La polarizzazione dello scontro politico

Rimanendo all’estero, Meloni si dice colpita dalle affermazioni del presidente francese Emmanuel Macron. «La mia riflessione – annota la presidente del Consiglio – non è nello specifico della Francia, io ho fatto una riflessione nella quale credo, su come si sta polarizzando nelle grandi democrazie occidentali particolarmente lo scontro politico. Io vedo un clima che non mi piace, lo vedo in Italia, lo vedo in Francia, lo vedo negli Stati Uniti. Ho commentato anche l’omicidio di Charlie Kirk quando fu, e non perché diciamo ci sia volontà di ingerire, ma perché credo che sia una riflessione che le classi dirigenti devono fare su come si combatte un clima che può riportarci indietro di qualche decennio».

Poi la puntualizzazione sul tema delle ingerenze: «Penso che l’ingerenza sia, ad esempio, quando un leader viene eletto a capo del governo dai propri cittadini, sentire uno Stato straniero che dice “vigileremo sull’applicazione dello Stato di diritto”, quella è ingerenza. Intervenire tra l’altro esprimendo solidarietà al popolo francese su una materia che chiaramente riguarda tutti quanti non è ingerenza».

Le risorse per Niscemi e il caro energia

Non manca una replica alle opposizioni sulle risorse destinate alle zone colpite dal maltempo e a Niscemi, così come sulle misure contro il caro energia. Nel Consiglio dei ministri, ricorda, è stato stanziato «un altro miliardo (e cento milioni)» per le popolazioni interessate.

Sulle bollette rivendica «un provvedimento molto importante e molto coraggioso con il quale noi liberiamo circa 5 miliardi di euro per alleviare il costo delle bollette per le famiglie più fragili, per le imprese, con benefici che sono tangibili, significativi».

La chiusura è dedicata alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, che danno «tanta consapevolezza di quanto questa nazione sia straordinaria». Non solo il pubblico, ma anche «tantissimi omologhi, capi di stato e di governo che vengono a seguire i loro atleti nella competizione e ripartono tutti facendo enormi complimenti per l’organizzazione, per un’Italia che riesce sempre a stupire. E questa è la cosa per me più importante».

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