Referendum giustizia, il Ministero chiede trasparenza e l’Anm si nasconde dietro la privacy

Scontro sui finanziamenti al comitato ‘Giusto dire No’

Il tema non è il referendum in sé, ma la trasparenza dei flussi economici che ruotano attorno al ‘Comitato Giusto dire No’, su cui il ministero sollecita risposte puntuali. È su questo terreno che si consuma l’ultimo scontro tra governo e magistratura, mentre resta alta la tensione in vista della consultazione sulla giustizia.

Nella missiva indirizzata al presidente dell’Anm Cesare Parodi, la capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, Giulia Bartolozzi, richiama «un potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori» del comitato impegnato per il no e invita l’associazione a rendere noti «gli eventuali finanziamenti ricevuti dal comitato da parte dei cittadini». Una richiesta circoscritta, formulata dopo i dubbi sollevati dal deputato di FI Enrico Costa, che nelle scorse settimane aveva interrogato il ministero.

Pubblicità

Il contesto è quello di una polemica già accesa dalle parole del ministro Carlo Nordio, che aveva parlato di un «sistema paramafioso» in seno al Csm. A questa controversia si aggiunge ora lo scambio di lettere tra via Arenula e l’Associazione nazionale magistrati, con il nodo della trasparenza dei contributi economici al centro del confronto.

La richiesta di via Arenula e la replica dell’Anm

Nella risposta inviata al ministero, Parodi precisa: «Il Comitato è solo stato promosso dall’Anm, ma è soggetto, anche giuridico, assolutamente autonomo». Il presidente rimanda ai rappresentanti del comitato per eventuali informazioni più dettagliate, ma osserva che la richiesta ministeriale sarebbe «contraria alla salvaguardia della privacy» dei cittadini.

Pubblicità

Il punto sollevato dal ministero, tuttavia, riguarda l’eventualità di un intreccio tra magistrati in servizio iscritti all’Anm e sostenitori privati del comitato. Un tema già evidenziato da Costa nella sua interrogazione parlamentare, quando parlava del rischio di «uno stretto legame, non solo politico, ma anche formale tra magistrati in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori che finiscono per praticare una forma di finanziamento indiretto all’Anm». E poneva una domanda precisa: «Cosa accadrebbe ove un magistrato iscritto all’Anm si trovasse di fronte, nella propria attività in tribunale, un finanziatore del comitato?».

Le reazioni politiche e lo scontro sul Csm

Le opposizioni reagiscono parlando di «grave intimidazione» e di tentativo di stilare «liste di proscrizione», definendo l’iniziativa del ministero «un attacco all’equilibrio costituzionale». In difesa dell’Anm intervengono Pd, M5S e Avs, mentre Carlo Calenda di Azione torna sulle frasi del Guardasigilli: «Le parole di Nordio sono come quelle di Gratteri, è intollerabile».

Solidarietà ai magistrati ordinari arriva anche dalla Corte dei Conti, mentre l’Anm denuncia una «delegittimazione sistematica». Nordio, dal canto suo, ribadisce che l’espressione sul sistema «para-mafioso» è tratta da una frase del magistrato Nino Di Matteo. «Ne ho altre anche peggiori, ne dirò una al giorno», avverte, rilanciando la polemica.

Dal fronte della maggioranza, FdI difende il ministro. «Nordio, al di là dei toni, non è molto distante dal merito, il sistema paramafioso esiste», afferma il responsabile Giustizia del partito Andrea Delmastro. Anche la Lega non solleva obiezioni, mentre in FI si registra qualche imbarazzo, pur con l’invito a «evitare scontri frontali». C’è chi osserva che «un attacco di Nordio non è come uno lanciato da Meloni o Tajani, lui ha l’autorità per farlo».

La campagna referendaria e le mosse della maggioranza

I forzisti spingono sull’acceleratore in vista della maratona oratoria di inizio marzo e del convegno dei giuristi per il sì al Palazzo di Giustizia di Milano, dove è attesa la partecipazione dell’ex avvocato del Cav Gaetano Pecorella. Anche Lega e FdI rivendicano una mobilitazione a tutto campo, sebbene tra i partiti di maggioranza, a microfoni spenti, emergano accuse reciproche sulla scarsa partecipazione alla campagna. «Ci siamo fatti trovare spiazzati», ammette qualcuno, con uno sguardo «preoccupato» sul tema dell’astensione.

Intanto cresce l’attesa per le mosse della premier. Nella direzione di sabato, i vertici di FdI hanno suonato la carica, pur con l’obiettivo di non politicizzare eccessivamente l’appuntamento. L’evento milanese di marzo resta confermato, anche se non sarà una manifestazione di piazza. In ambienti di maggioranza prende corpo un’ipotesi: «Meloni aspetterà gli ultimi dieci giorni per decidere se metterci la faccia, per ora si vuole evitare l’effetto Renzi».

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Castello delle cerimonie, il Riesame boccia il ricorso contro il sequestro

L’impugnazione era stata presentata da Maria Rosaria Polese Il tribunale del Riesame di Napoli ha respinto sul piano dell’ammissibilità il ricorso di Maria Rosaria Polese...

Campi Flegrei, centrodestra campano da Musumeci e Piantedosi: «Grave non chiedere stato d’emergenza»

Sangiuliano: «Fico spieghi, grave danno per le popolazioni dei Campi Flegrei». Un confronto durato circa un’ora e mezza, interamente dedicato alla situazione dei Campi Flegrei...

Ultime notizie

Torre Annunziata, se ne va un pezzo della cultura oplontina: addio alla professoressa De Falco

Una vita dedicata all’Istituto Ernesto Cesaro e ai suoi studenti Durissimo colpo per il mondo della cultura oplontino. È morta la professoressa Marinetta De Falco,...

Migranti, crollano gli sbarchi irregolari: più che dimezzati in un anno

La Libia resta la prima rotta ma registra una flessione del 59% Quasi 44mila arrivi un anno fa, meno di 20mila oggi. La distanza tra...

Tre fratelli trovati morti nel Beneventano: ipotesi duplice omicidio-suicidio

Erano i proprietari di un noto ristorante È una tragedia familiare dai contorni ancora da chiarire quella avvenuta nella tarda mattinata ad Apice, in provincia...